La religione dell’imperatore e quella del povero Lazzaro, di Paolo Naso e Marinella Perroni

Risale a quasi dieci anni fa la paradossale espressione «ecumenismo dell’odio», coniata dal padre gesuita Antonio Spadaro e dal pastore presbiteriano Marcelo Figueroa in un articolo sulla Civiltà Cattolica che denunciava la sorprendente unità di visione «tra fondamentalisti evangelicali e cattolici integralisti, accomunati dalla medesima volontà di un’influenza religiosa diretta sulla dimensione politica».

Di fronte alle inedite e scomposte accuse che il presidente Trump ha rivolto a papa Leone, sentiamo il bisogno di un rinnovato ecumenismo della fraternità e della sororità che unisca i cristiani che, difendendo la loro libertà di fronte a Cesare, affermano i valori evangelici della pace, della giustizia, del dialogo. Fraternità e sororità declinate rispetto alla sfida più grande che i cristiani hanno di fronte a loro oggi: la teorizzazione della guerra come strumento di soluzione delle controversie internazionali.

È la dottrina Trump. Recepita e moltiplicata da Netanyahu, questa strategia della guerra senza limiti ha prodotto le macerie di Gaza e quelle di Beirut; ha appiccato un incendio in Iran che è sempre più difficile spegnere; è pronta a sacrificare i diritti dell’Ucraina per contrattare quote di energia e di potere geopolitico con la Russia.

Una dottrina classicamente unilateralista e interventista, che in sé non è nuova nella storia americana, ma che ora mostra una scandalosa peculiarità: la dottrina della guerra si ammanta di una valenza teologica ed escatologica insieme e si collocherebbe nel quadro di un presunto «piano di Dio» che, dopo una guerra totale, segnerà la vittoria delle forze del bene e quindi il glorioso ritorno del Messia sulla terra.

In questo scenario apocalittico, il presidente propone il suo potere con la postura carismatica di un messia postmoderno, che unisce tecnocrazia e teocrazia, che si dà come limite «soltanto quello della propria coscienza» e che, utilizzando un’iconografia volgare e blasfema, celia ritraendosi con gli abiti del redentore di un’America che ha perso la sua anima e la sua dignità cristiana.

Questa teologia del nazionalismo cristiano, esaltata da Trump e condivisa da ampi settori evangelical e di cattolici tradizionalisti, era naturalmente e necessariamente destinata a scontrarsi non solo con papa Leone. Nel mirino di Trump c’è tutto il cristianesimo che cerca vie ecumeniche di testimonianza e di diaconia evangelica: a Lesbo e a Lampedusa, in Medio Oriente come in Africa, sulle frontiere tra USA e Messico o tra Spagna e Marocco, con i corridoi umanitari che aprono ai rifugiati una via di emigrazione legale e sicura o con la pratica del dialogo interreligioso.

Da una parte, il nazionalismo cristiano di stile imperiale, dall’altra, il servizio umile della lavanda dei piedi e del soccorso del samaritano lungo la via pericolosa che da Gerusalemme scende verso Gerico.

In una incontrollata escalation emotiva e comunicativa, oggi il presidente giudica e condanna il papa americano che non celebra il rito blasfemo della benedizione delle armi e delle prediche ai militari imposte dal segretario alla difesa Pete Hegseth. Ma Leone è la parte per il tutto, la sineddoche che in realtà comprende ogni Chiesa e ogni comunità cristiana che, nel nome di Gesù, si ponga a servizio dello straniero, dell’orfano, della vedova. Evocando un’immagine biblica, chiamiamola la religione che si fa carico del povero Lazzaro.

Per questo la reazione alle parole e agli insulti di Trump deve essere ecumenica: per affermare che il cristianesimo non predica la prosperità materiale annunciata dai predicatori evangelici che si affollano benedicenti all’imperatore; né può benedire le armi che uccidono civili e bambini; né si può volgere dall’altra parte per non guardare il volto di chi ha perso la casa e il futuro sotto le bombe per gli attentati.

Il cristianesimo che ci comunicano i vangeli è quello che guarda alla croce di Cristo. Non è una religione di stato ma un cammino di fede tra i poveri e gli umili.

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