Il volume ricostruisce le coordinate storiche, etico-giuridiche, filosofiche e teologiche del fenomeno della povertà dal Medioevo al XVI secolo, soffermandosi sui mutamenti sopravvenuti all’inizio del Cinquecento, quando si delinearono le prime proposte organiche di controllo e di assistenza pubblica dei poveri. Di esse si fecero promotori il filosofo e umanista spagnolo Juan Vives (1492-1540) e l’abate benedettino Juan de Robles (1492-1572). Di contro, si schierarono alcuni esponenti degli Ordini mendicanti, tra i quali il filosofo e teologo Domingo de Soto (1494-1560) e Bartolomé de Las Casas (1484-1566), difensore dei pobres de Jesucristo, tesi a preservare lo spirito della mendicanza e a valorizzare la spinta caritativa all’origine della subventio pauperum. Le idee dell’Introduzione trovano riscontro in una selezione di testi, trascritti in lingua originale e tradotti in italiano: il De subventione pauperum di Vives, la Deliberatio in causa pauperum di Soto, il De la orden en la limosna di Robles e uno scritto di Las Casas.
Saverio Di Liso, dottore di ricerca in Discipline storico-filosofiche e professore incaricato di Storia della filosofia presso la Facoltà Teologica Pugliese, per oltre vent’anni ha insegnato Filosofia e storia nei Licei e dal 2019 è dirigente scolastico. Ha pubblicato, tra l’altro, Domingo de Soto. Dalla logica alla scienza, Bari 2000; Antonio Genovesi metafisico e mercatante, Roma 2016; (con D. Lomazzo) Potere e partecipazione. Un’esperienza locale di amministrazione condivisa, Molfetta 2018; B. de Las Casas-J. G. de Sepúlveda. Disputa sugli indios, Roma 2020.


