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Salvatore Talamo e la rinascita moderna della Dottrina Sociale della Chiesa

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 31/05/2018 12:07
Il libro di Francesco Pel Pizzo
Titolo

Salvatore Talamo e la rinascita moderna della Dottrina Sociale della Chiesa

Autore Francesco Del Pizzo
Editore Rubbettino, Soveria M. (Catanzaro), 2018
ISBN

9788849853377

 

L’autore mette in luce l’apporto originale di Salvatore Talamo (1844-1932), neotomista napoletano della scuola di Gaetano Sanseverino, alla formazione della nascente Dottrina Sociale della Chiesa. Particolarmente vicino a Papa Leone XIII e per sua volontà, docente di filosofia del diritto presso l’Accademia Giuridica di Roma, Salvatore Talamo è l’ispiratore della prima Enciclica di Leone XIII la Aeterni Patris (1879) e con il suo pensiero, influenzerà notevolmente la stesura della Rerum Novarum (1891), l’ Enciclica che sarà definita la Magna Charta della Dottrina Sociale della Chiesa.

Non a caso i temi della filosofia sociale di Talamo, ispirata alla filosofia di Tommaso d’Aquino, sono quelli che si trovano nel Magistero Leonino e, ancora oggi, nel Magistero Sociale in generale: giustizia, schiavitù (a cui è dedicato un intero capitolo), lavoro, libertà e, sopra ogni altro, il tema della dignità della persona umana.

Il libro (che prende origine dal lavoro dottorale condotto, sotto la guida di Rocco D’Ambrosio, ordinario di filosofia politica, presso la Facoltà di Scienze Sociali dell’Università Gregoriana di Roma) inquadra biograficamente l’autore nel contesto socio-culturale del tempo, ne rilegge in senso critico le opere più importanti, si sofferma, nella parte centrale, sul rapporto di collaborazione professionale e di amicizia con il più conosciuto e studiato Giuseppe Toniolo economista e sociologo, creatore delle Settimane Sociali dei Cattolici italiani che tutt’ora si svolgono. Talamo e Toniolo fondano e co-dirigono, per volere di Leone XIII, la “Rivista Internazionale di Scienze Sociali e Discipline Ausiliarie” (1893), organo di stampa ufficiale della S. Sede sui temi sociali a partire dalle linee tracciate dalla Rerum Novarum. Ma l’anima della Rivista, come si evince dalla corrispondenza tra i due professori a fondo esaminata per la prima volta da Del Pizzo in questo lavoro, è di certo il napoletano Talamo, “direttore effettivo”, “intelligenza armonica”, uomo-cerniera tra la Chiesa e il mondo, studioso di radicata cultura (parla e scrive in Inglese, Tedesco e Francese) apprezzato intellettuale anche in ambienti laici, al quale trasversalmente si riconosce un fruttuoso “tomismo aperto”, tanto da essere apprezzato dallo stesso Giovanni Gentile, di certo non vicino agli ambienti ecclesiastici.

Dal libro emerge chiaro che il Talamo non è solo l’alter ego di Toniolo, così come una certa storiografia lo ha presentato fino ai nostri giorni, ma l’uomo di fiducia di Leone XIII e ancora dei pontefici che seguono (di cui è professore e formatore), un protagonista del dibattito socio-politico del tempo, come mostra anche il suo apporto scientifico all’utilizzo del termine controverso e dibattuto di “democrazia cristiana”. Pasquale Giustiniani, ordinario di filosofia teoretica presso la PFTIM sez. S. Tommaso di Napoli, nella prefazione al libro scrive «In merito, il volume di Del Pizzo mette a disposizione numerosi documenti e testi, per ricostruire la strategia che l’interessante intellettuale napoletano propone, in vista di un più ampio progetto di riconquista cristiana della società. Mentre lavora alla ricostruzione della tradizione speculativa italiana, sempre in atteggiamento di dialogo e confronto unisce i fondamenti di una scienza sociale moderna».

Ernesto Preziosi, storico e studioso della figura del Toniolo, nella postfazione scrive «il fatto che Francesco Del Pizzo, nel suo saggio così completo e documentato e per più di un aspetto originale, ci proponga, non appena un approfondimento di questo o quell’aspetto di Talamo, bensì la sua figura nel suo insieme, è di grande interesse. Così come il fatto che ne indaghi il pensiero filosofico, unitamente agli aspetti relazionali. Esiste infatti una connessione tra il pensiero sviluppato da Talamo e il momento storico che la Chiesa sta vivendo dopo la fine del potere temporale, negli anni in cui il movimento cattolico si affaccia alla ribalta restando estraneo alla dimensione politica ma immergendosi nella dimensione sociale e coltivando una sua organicità».

In definitiva Salvatore Talamo non può essere più considerato un autore minore. Come scrive lo stesso Del Pizzo, non si tratta di affermare ruoli o prestigio, ma di riconoscergli quello che lo stesso Toniolo scrive del Talamo, definendolo “dottissimo e zelantissimo”. Probabilmente se la stessa sociologia di Toniolo approda ad alcuni esiti, che porteranno a parlare di una nascente “sociologia cristiana”, il merito è, a questo punto, soprattutto della filosofia sociale di Salvatore Talamo.

Notizie sull’autore:

Francesco Del Pizzo (1976) è laureato in filosofia presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. È licenziato e dottore di ricerca alla Facoltà di Scienze Sociali, indirizzo Dottrina Sociale della Chiesa, della Pontificia Università Gregoriana di Roma.

Insegna Sociologia nella Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale sez. S. Tommaso d’Aquino di Napoli; Sociologia e Dottrina Sociale della Chiesa presso l’ISSR “Duns Scoto” di Nola.

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