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Per una chiesa sinodale. Mai senza i giovani, di Salvatore Miscio, ed. AVE

creato da Eleonora Bellini ultima modifica 02/02/2022 10:36
Per una Chiesa in uscita quali passi occorrono? Quali scelte pastorali? Quale stile assumere? Una certezza prima di altre: mai senza i giovani...

 

             

Titolo

Per una Chiesa sinodale. mai senza i giovani

Autore Salvatore MISCIO
Prefazione  
Editore AVE
Luogo
Data
ISBN International Standard Book Number  

 

 


Am

Prefazione. 

Il Sinodo deve incominciare dal basso, la luce è Firenze. Attenzione alla formazione dei presbiteri.

Scrivo queste parole nel maggio del 2021. Da pochi giorni è iniziata la 74a Assemblea Generale della CEI in un clima davvero straordinario. Tanti i motivi. Il primo è che i vescovi si rivedono in presenza dopo un lungo periodo di incontri online a causa della pandemia da Covid-19. Il secondo è che il luogo dell’assise è insolito: non potendo utilizzare gli abituali locali per motivi di spazio, si ritrovano sempre a Roma ma presso l’Ergife Palace Hotel, location abitualmente usata per eventi più mondani, tanto che lo stesso Papa Francesco ha iniziato il suo intervento all’Assemblea ironizzando su questo dettaglio. Il terzo motivo della straordinarietà di questa assemblea è proprio il Papa e il suo intervento a braccio, breve ma intenso nei suoi tre punti: tribunali ecclesiastici, accoglienza e formazione dei seminaristi, la scelta sinodale per la Chiesa italiana.

Dopo aver dichiarato di essere soddisfatto del cammino che sta compiendo la riforma dei tribunali ecclesiastici, il Papa si sofferma sull’urgenza di porre maggiore attenzione nel discernimento che le comunità debbano fare circa i giovani che chiedono di essere ammessi tra i candidati al sacerdozio. Secondo Francesco «c’è un pericolo molto grande: sbagliare la formazione e anche sbagliare nella prudenza nell’ammissione dei seminaristi».[1] A tal riguardo precisa che bisogna attenzionare maggiormente le qualità di chi fa la richiesta senza lasciarsi facilmente entusiasmare dalla sua esplicita volontà, dal suo apparente entusiasmo, perché si corre il rischio – precisa il Papa – di ritrovarsi poi un sacerdote rigido e triste. È una rigidità che nasconde grandi problemi molto spesso. Ha ribadito la sua preoccupazione per la formazione presbiterale. Le questioni sollevate dal Papa sono presenti da un po’ nella ricerca e trovano nelle pagine che seguono un ulteriore contributo.

Rispetto al cammino di sinodalità che a più riprese sta chiedendo a tutta la Chiesa, Papa Francesco ha ribadito ai vescovi italiani che sia impostato in maniera tale che non sia più soltanto un evento ma un processo che parte dal basso. Si auspica che quanto vissuto a Firenze durante il Convegno Ecclesiale Nazionale nel 2015 non venga dimenticato ma valorizzato proprio per avviare una nuova fase di sinodalità in Italia. Ha detto Francesco che il Sinodo deve svolgersi sotto la luce dell’incontro di Firenze, che è un patrimonio tutto italiano che deve illuminare questo momento dall’alto in basso, così come l’ascolto del popolo di Dio tutto deve illuminare dal basso in alto il Sinodo.[2]

Alla luce di quanto detto da papa Francesco le pagine che seguono risultano particolarmente utili e arricchenti, perché si propongono di approfondire la questione della sinodalità alla luce delle scelte pastorali che la Chiesa deve fare se vuole essere davvero una comunità di tutti. Una delle cartine torna sole di questa sua capacità è lo spazio che in essa occupano i giovani, così come ha indicato mons. Stefano Russo, segretario generale della CEI in un’intervista rilasciata proprio in vista dell’Assemblea sul percorso sinodale.[3] Inoltre, la conversione pastorale in chiave missionaria parte dalla scelta di mettersi seriamente in ascolto dei giovani, come è avvenuto con il Sinodo a loro dedicato nel 2018. Tale percorso di rinnovamento viene riletto alla luce delle cinque vie di Firenze. 

Infine, una questione che pare fondamentale è come si stanno preparando le nuove guide di comunità, cioè i futuri presbiteri. A tal proposito, in questo libro vengono riportati i risultati di un doppio questionario somministrato proprio ad un campione significativo di seminaristi, con la finalità di verificare quelle caratteristiche che possono renderli adeguati al rinnovamento auspicato per la Chiesa. Proprio la questione della “rigidità” a cui accenna Papa Francesco emerge dettagliatamente da tale studio empirico.

In definitiva, si nota piacevolmente che l’indice di questo lavoro è stato dettato a posteriori da Papa Francesco, con il suo discorso a braccio, che ha confermato che i temi qui trattati sono tra le questioni ecclesiali più rilevanti. L’augurio è che quanto si legge di seguito possa tornare davvero utile. Diversamente si invoca da ciascuno la clemenza solita per ogni tentativo fatto col cuore di apportare un contributo al discernimento comunitario.



[1] FRANCESCO, Discorso di apertura alla 74Assemblea Generale della Cei, Roma, 24 maggio 2021.

[2] Idem.

[3] V. MORGANTE, M.TARQUINIO, A.VECCHIARELLI, Intervista. Monsignor Russo: "Chiesa in ascolto, voce alle comunità", Avvenire, 23 Maggio 2021.

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