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AA. VV., Corruptia, il malaffare in un Comune italiano

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 03/10/2015 07:50
Curato da Rocco D'Ambrosio, un libro sulla corruzione di un Comune italiano, per imparare dove nasce e cresce la corruzione e debellarla con uno sforzo etico e culturale

Sull'ANSA del 15 gennaio 2015


Libro svela "Corruptia", sistema corruzione in Comune Italia
Curato da 6 viceprefetti,così funziona malaffare amministrazione
ROMA

 

(ANSA) - ROMA, 15 GEN - "Corruptia esiste. Come esiste la corruzione. Come esiste l'idea che la Pubblica Amministrazione sia ormai insanabile nelle sue viscere. Come esistono i casi di corruzione venuti alla luce, che vedono sul banco degli imputati politici, amministratori pubblici e imprenditori. Esiste ed è una città italiana". Lo afferma Rocco D'Ambrosio, docente di Etica politica presso la Pontificia Università Gregoriana e la Scuola Superiore dell'Amministrazione dell'Interno, curatore del volume "Corruptia. Il malaffare in un Comune italiano", editore La meridiana-Cercasi un fine, (pp. 84, euro 14,50), cui hanno collaborato sei viceprefetti italiani, Salvatore Calvagna, Giovanni De Francisco, Salvatore Fortuna, Antonio Giannelli, Alessandra Lazzari e Rosamaria Monea, nel contesto della formazione offerta dalla scuola del Ministero dell'Interno.
Il testo è un viaggio in un Comune italiano medio-grande del Nord, realmente esistente ma che gli autori hanno voluto ribattezzare "Corruptia", perchè le sue caratteristiche, un sistema economico finanziario molto strutturato, culturalmente vivace, con una forte attenzione al benessere dei cittadini, sono estensibili anche al di là di questo singolo caso. Il viaggio ha visitato sei settori dell'attività del Comune, analizzando nel particolare i meccanismi creati, i vari attori coinvolti, le loro attività, i riferimenti etici e legislativi del loro operare. Una disamina profonda negli uffici del Comune tra le carte e le scartoffie, le procedure e le dinamiche che consentono alle politiche pubbliche di intervenire sul benessere dei cittadini. A meno che, come è accaduto a Corruptia, tra le righe delle delibere e le inerzie degli uffici non si insinui la politica del malaffare, degli interessi di alcuni, delle dinamiche clientelari che rendono infinite le opere pubbliche e scadenti i servizi necessari ai cittadini.
Spiega Rocco D'Ambrosio: "Il nostro viaggio non ha incontrato semplici ladri, ma veri e propri professionisti. La precisazione non è affatto ovvia: infatti i corruttori non sono semplici ladri che sottraggono ad altri ciò che appartiene loro. I corruttori sono coloro che orientano l'istituzione al fine di accrescere le proprie utilità e fanno ciò modificando il sistema, piegandolo ai loro fini immorali. I ladri, invece - aggiunge -, si impadroniscono di quanto non appartiene loro; né più né meno. I ladri lavorano ad actum, i corruttori creano e operano in una vera e propria impresa. I ladri sono operai rozzi del rubare, i corruttori sono menti più raffinate che hanno fatto del rubare un vero e proprio sistema economico, sociale e culturale". Il testo, agile e scorrevole, giunge anche a individuare la forza dei corruttori. Essi, spiega ancora D'Ambrosio, "operano abilmente su due piani: uno materiale, cioè le utilità da acquisire, ovvero la loro refurtiva di ladri, e uno cognitivo, cioè l'impegno nell'inserire il processo di corruzione nel sistema". "La loro azione - prosegue - non riguarda solo l'introduzione di meccanismi viziati e illegali, ma anche un insieme di interventi che culturalmente e politicamente tentano di giustificare l'operato, proponendoli come via obbligata per realizzare tali interventi. Così è stato a Corruptia, città efficiente, con alti standard, spesso risultato di trame corrotte". Non mancano, tuttavia, le indicazioni per una rinascita. L'attività della magistratura e delle forze dell'ordine, nel combattere la corruzione, è lodevolissima, ma non basta: la crisi vissuta da Corruptia, come da diverse altre città italiane, va risolta a partire obbligatoriamente da una ripresa di tensione etica e culturale". (ANSA).

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