Tu sei qui: Home / In Parola / Sentirsi amati, di Rocco D'Ambrosio

Sentirsi amati, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 09/01/2016 15:55
E’ il tempo in cui dobbiamo scoprire o riscoprire la misericordia di Dio, la sua tenerezza, la sua forza nel rinnovarci...

Il Vangelo odierno: In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento»
(Lc 3, 15-22).

10 gennaio 2016. Il Battesimo di Gesù mi ha sempre colpito per un doppio livello di stile e messaggio. Siamo in un contesto pubblico: un uomo giusto e profetico, il Battista, svolge la sua predicazione per preparare la strada al Messia. Questi, il Cristo, si presenta a lui e a tutti, chiedendo il battesimo, come se fosse uguale agli altri. Il piano pubblico si completa con una manifestazione divina straordinaria: il cielo si apre, discende la colomba dello Spirito, si ode la voce di Dio Padre.

E’ una manifestazione essenziale, precisa, straordinaria. Il popolo si aspetta qualcosa dal Battista, addirittura si domanda se non sia proprio lui il Cristo. Dio sorprende e indica il suo Figlio. Ma lo fa confessando qualcosa di così intimo e tenero: Gesù di Nazareth è suo Figlio, è l’amato, è colui nel quale si compiace. Amare e compiacersi è proprio di ogni esperienza affettiva. Facilmente – chi ama ed è amato – può comprendere che non c’è piano pubblico o privato che può tenere alla forza di questi sentimenti, al desiderio di manifestarli.

Amare nella forma del compiacersi è una sorta di attività abituale in una forte relazione affettiva. Stabilisce una specie di circolarità del piacere: per comprenderlo meglio si pensi all’amicizia o all’esperienza di coppia o di genitori. L’altra persona – amico/a, amato/a, figlio/a – è posta in un circolo di affetto e piacere dove si da e riceve, senza più confini tra l’uno e l’altro gesto. E dove pubblico e privato assumono confini labili e ridefiniti o rinegoziati spesso.

Il buon Dio esprime il suo amore e la sua compiacenza nel battesimo del suo Figlio. La riflessione si sposta naturalmente sul nostro battesimo. La domanda diventa allora: sento il mio essere figlio di Dio come un continuo atto del buon Dio che mi ama e si compiace di me? Certamente non aiutano sensi di colpa, scrupoli, falsa umiltà e concezioni pessimistiche di se stessi. E’ il tempo in cui dobbiamo scoprire o riscoprire la misericordia di Dio, la sua tenerezza, la sua forza nel rinnovarci. Come ha scritto Lutero: “Dio non ci ama perché siamo buoni e belli, Dio ci rende buoni e belli perché ci ama”. E si compiace di noi. E ci sostiene con il suo amore e con la bellezza e forza che ispira nella nostra vita e nelle nostre relazioni.

Rocco D’Ambrosio

Azioni sul documento
  • Stampa
frankgreco
frankgreco :
10/01/2016 13:04
La circolarità dell'amore di cui si parla presuppone da parte di ciascuno di liberarsi da qualsiasi orpello e immergersi in una dimensione di scambio continuo e disinteressato a tal punto da determinare un circuito virtuoso che rende tutti liberi di amare e essere amati in una realtà umana fatta di quotidianità che edifica e non opprime perché alla base vi deve essere la consapevolezza del sentirsi ciascuno al servizio dell'altro per la realizzazione del bene comune e del Regno di Dio.
direttore
direttore :
13/01/2016 08:15
La circolarità dell'amore è uno degli aspetti più interessanti in materia... Dovremmo approfondirlo. Intanto il tutto mi richiama sempre all'affermazione di don Lorenzo Milani: «Il desiderio d’esprimere il nostro pensiero e il capire il pensiero altrui è l’amore. E il tentativo di esprimere le verità che solo s’intuiscono le fa trovare a noi e agli altri. Per cui esser maestro, esser sacerdote, essere cristiano, essere artista e essere amante e essere amato sono in pratica la stessa cosa». Un abbraccio e grazie dell'intervento. God bless you
I commenti sono stati disabilitati.
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 118.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 118
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Economia civile

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO è stato già spedito.

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 luglio 2020.

listing Il n. 121 è su RESISTERE RESISTERE RESISTERE: come abbiamo vissuto il periodo di crisi sanitaria; testi da inviare entro il 15 agosto 2020.

 listing Il n. 122 è su... Tutti pazzi per i sociale? Come i social stanno trasformando nostro modo di pensare, giudicare, informarci e razionarci? Riusciamo ad essere ironici su questa influenza diffusa? Testi da inviare entro 30 settembre 2020.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.