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Dio nei dettagli, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 06/06/2015 17:00
"Il buon Dio è nei dettagli", diceva Flaubert. Ciò vale anche per la nostra vita? Vale per l'Eucaristia?
Il Vangelo odierno: Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». 
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». 
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua.
Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi (Mc 14, 12-26).
7 giugno 2015. Quello della prima cena eucaristica è un evento preparato sin nei minimi particolari. "Il buon Dio è nei dettagli" scriveva Flaubert. E come non ricordarsi di ciò quando si riflette sui  particolari di questo brano? "Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: “Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?”. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi". Il brano sembra essere una sceneggiatura  in cui il regista - il buon Dio dei dettagli - ha scritto tutto e ha già contattato tutti perché la Cena sia secondo il suo volere, "come Dio comanda", si dice dalle mie parti.
Ma cosa sono i particolari? Perché sono così importanti? Non conosco particolari teorie su una possibile "filosofia dei particolari" ma cerco di essere attento a essi perché rivelano aspetti importanti, ma non evidenti, oppure confermano quelli evidenti, in altri modi. Nel primo libro dei Re (19) si racconta di Elia che è invitato a fermarsi alla presenza del Signore: "Ed ecco che il Signore passò. Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti al Signore, ma il Signore non era nel vento. Dopo il vento, un terremoto, ma il Signore non era nel terremoto. Dopo il terremoto, un fuoco, ma il Signore non era nel fuoco. Dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera. Come l'udì, Elia si coprì il volto con il mantello, uscì e si fermò all'ingresso della caverna". Per Elia il Signore fu presente nel particolare piccolo della brezza e non nel vento impetuoso, né nel terremoto, né nel fuoco.
La prima cena eucaristica fu preparata nei particolari e Dio si rivelò nei particolari. Non fu un vento impetuoso, o un terremoto, o un fuoco. Fu solo una brezza. Semplice e intensa, intima e profonda. Sono così le nostre Eucaristie? Le prepariamo nei particolari? Ricerchiamo in esse i particolari che ci portano a Dio oppure ci aspettiamo qualcosa di holliwoodiano di vento, terremoti e fuochi?
"Il buon Dio è nei dettagli". È in molti dettagli dell'Eucaristia, della mia vita, della vita del modo. È. Ci sta.
Rocco D'Ambrosio
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