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Verità da servire, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/07/2016 16:18
Il Vangelo della passione è certamente un dramma a più livelli: è il dramma personale di Gesù, ma anche quello del suo rapporto con il Padre, con gli altri e con il potere...

 

Dal Vangelo odierno della Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni: Pilato allora rientrò nel pretorio, fece chiamare Gesù e gli disse: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?». Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù». Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos’è la verità?». (l’intero brano: Gv 18, 1 - 19, 42).

29.3.2013. Il Vangelo della passione è certamente un dramma a più livelli: è il dramma personale di Gesù, ma anche quello del suo rapporto con il Padre, con gli altri e con il potere.

E’ un dramma che si svolge osservando tutte le leggi e convenzioni, sia giudaiche che romane; tuttavia chi è processato, Gesù, non appartiene a questo mondo, guida un regno che non è di questo mondo. Cosa molto difficile a capire: Pilato non è l’unico a non comprendere, ce ne sono altri, allora come oggi. E’ un re che si fa umiliare e non accetta di essere difeso in tribunale o protetto dai suoi con delle armi. Cosa molto difficile a capirsi.

Bisogna essere dalla verità e ascoltare la sua voce per capire più profondamente i vari drammi sella passione. Eppure, a essere sincero, il citare la verità oggigiorno, in contesto cattolico, mi fa un po’ paura.  «Quando incontri una verità di passaggio – scriveva George Bernanos nel suo Diario -  guardala bene, in modo da poterla riconoscere, ma non aspettare che ti faccia l'occhiolino. Le verità del Vangelo non fanno mai l'occhiolino». E’ questo brano del famoso scrittore francese che mi ritorna spesso in mente quando sento parlare di verità e valori o principi non negoziabili.

Il Vangelo ha le sue verità. Gesù le ha testimoniato senza chiasso, senza imporsi o imporle, ha pagato per esse e ha lasciato che uomini e donne di buona volontà le scoprissero e facessero proprie, tramite l’annuncio dei credenti e non solo. Pilato e altri ne restano fuori per tanti motivi: non sarà mai una nuova crociata a farli rientrare, anzi il rischio è di allontanarli sempre più.

Ma le verità evangeliche non strizzano l’occhio. Gesù non ha strizzato l’occhio a nessuno. E’ andato per la sua sua strada, senza se, senza ma. Offrendosi e totalmente. E sì, le verità evangeliche non si usano, si servono. O, come direbbe un altro grande francese, Jacques Maritain, «ciò di cui noi abbiamo bisogno non è un insieme di verità che servono, ma piuttosto di una verità da servire».

Nel servire Gesù Verità non occorre iscriversi a nuove armate di crociate, serve solamente e prima di ogni cosa un interiore consacrazione a Lui, la disponibilità totale al suo servizio. Sarà Lui a indicarci dove sta la nostra croce e il nostro Pilato nel testimoniare la Sua verità. E’ Lui che farà l’agenda della nostra testimonianza stabilendo sulla nostra strada tribunali, vie dolorose, Pilato e Sinedrio, traditori e sinceri amici, dolori morali e fisici. Ma anche gioia e resurrezione.

Rocco D'Ambrosio

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Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

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