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Una fede che tocca, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 27/04/2019 18:16
L’intero brano è attraversato da una dinamica molto legata ai sensi, in particolare al tatto; gli inglesi direbbero “touching”...

 

Il Vangelo odierno: La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome
(Gv 20, 19-31).

28 aprile 2019. L’intero brano è attraversato da una dinamica molto legata ai sensi, in particolare al tatto; gli inglesi direbbero “touching”. Gesù mostra le mani e il costato, i discepoli lo vedono e lo ascoltano, Gesù soffia su di loro, si fa vedere a tutti, ritorna per farsi vedere e toccare da Tommaso, che chiede propio questo contatto fisico per credere il Lui. Un’influenza spiritualista ha spesso ridotto la fede a un qualcosa di troppo cervellotico e poco fisico ed emotivo. Il brano odierno basterebbe a sconfessare questo impoverimento della fede cristiana. Si crede con tutto se stessi: interiorità, intelletto, emozioni e fisicità; niente escluso.  

Una particolare attenzione merita il desiderio di Tommaso di toccare Gesù. Egli ritorna ad apparire per Tommaso, l'incredulo, colui che otto giorni prima aveva detto: “se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo”. Gesù lo accontenta e apparendo gli dice di toccarlo, nei segni più autentici ed emblematici del suo patire: le mani e il costato.

Certamente Tommaso è soddisfatto nel suo desiderio umano, ma esso è comunque indice di una fede che vuole essere piena: credere con tutto se stessi. Il cammino di Tommaso, infatti, non si ferma alla prova fisica di un qualcosa creduto con la testa e in cerca di conferme. Il cammino di Tommaso va dai segni esteriori all'adesione del cuore. Per questo Tommaso afferma: “mio Signore e mio Dio”, proprio dopo aver toccato Gesù.

Niente di nuovo sotto il sole. La storia di coloro che credono in Dio è una storia di percorsi dal visibile all'invisibile, “per visibilia ad invisibilia”. In questo cammino Tommaso ci insegna che è legittimo dubitare. Anzi, per alcuni aspetti, sembra addirittura doveroso. Agostino ci ricorda che il dubbio di Tommaso è stato causa di una importante beatitudine: “beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!” Ossia beati noi. 

Ma questa beatitudine ci sprona anche a dare un giusto valore ai segni esteriori. E il primo passo è affermare onestamente: vorremmo tante volte ricevere il dono di Tommaso, cioè toccarlo e aumentare la nostra fede. Forse alcune volte il Signore ci concederà qualcosa di simile; forse ci rimanderà a una fede nuova, forse… Ha scritto Paul Tillich: “La fede è ciò che mi tocca in modo definitivo”.  Appunto, mi tocca…

Rocco D’Ambrosio

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