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Un re tra noi, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 20/11/2021 16:47
Gesù è re, lo è e lo resterà sempre, fino alla fine dei tempi e oltre. Tuttavia questo re non è fuori del tempo, è qui tra noi e ha molto da insegnare ai poteri e ai cittadini di questo mondo...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Pilato disse a Gesù: «Sei tu il re dei Giudei?». Gesù rispose: «Dici questo da te, oppure altri ti hanno parlato di me?». Pilato disse: «Sono forse io Giudeo? La tua gente e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato a me. Che cosa hai fatto?».
Rispose Gesù: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servitori avrebbero combattuto perché non fossi consegnato ai Giudei; ma il mio regno non è di quaggiù».
Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici: io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce»
(Gv 18, 33-37).

21 novembre 2021. Una delle parole del momento è “sovranismo”. E’ in coppia con un’altra malattia politica: populismo. Non so quanti cristiani abbiano mai pensato che il Vangelo è anche annuncio per coloro che vogliono pensare e fare la politica. Lo è, in particolare, questo brano: il colloquio tra Gesù e Pilato, che è una fonte inesauribile per coloro che vogliono capire un po’ più di potere e rischi annessi e connessi. Meditarci su, nella domenica in cui celebriamo la festa di Cristo Re è un ottimo modo per togliere la festa da un ritualismo vuoto e fuori luogo. Certo Gesù è re, lo è e lo resterà sempre, fino alla fine dei tempi e oltre. Tuttavia questo re non è fuori del tempo, è qui tra noi e ha molto da insegnare ai poteri e ai cittadini di questo mondo.

Secondo l’enciclopedia della Treccani il sovranismo e una "posizione politica che propugna la difesa o la riconquista della sovranità nazionale da parte di un popolo o di uno Stato, in antitesi alle dinamiche della globalizzazione e in contrapposizione alle politiche sovrannazionali di concertazione”, come, per esempio, quella europea. In salsa nostrana significa: abbiamo conquistato il potere, facciamo quello che ci pare e piace, senza rispetto della Costituzione, degli accordi europei, delle regole comunitarie e del buon senso (come misure anti pandemia e obbligo di vaccino), persino quelle della buona educazione e del rispetto di tutti e delle loro idee. 

A loro confronto Pilato era un gran signore e forse qualche cosa la voleva capire, mentre interrogava Gesù. I sovranisti di casa nostra, e non solo, sono cosi arroganti e spavaldi che non hanno niente da imparare, anzi il Padre Eterno dovrebbe andare a lezione da loro! Un esempio: parlano di dialogo e intendono che loro andranno avanti per la loro strada, magari si abbasseranno a spiegare, o meglio propagandare, la loro linea politica. Ovviamente sempre per il bene del (presunto) popolo.

Ma cose insegna Gesù in questo brano, ovviamente a chi vuole ascoltare, meditare, fare discernimento e cambiare vita? Insegna che è l’unico Re e Signore, perché Figlio di Dio Creatore, inviato per salvarci. Insegna che non va esaltato o adorato nessun potere, ma solo e solamente Lui. Insegna che quando si ha un potere bisogna rispondere sempre a Qualcuno o Qualcosa più grande di sé. Insegna che sopratutto e prima di tutto c’è Qualcuno sopra di noi a cui dobbiamo rendere conto. Insegna che bisogna essere autentici, cioè dire e fare la verità. E solo che dice e fa la verità ha coscienza di quanto debba rendere conto del suo potere. E ciu vale per i piccoli o grandi poteri che ognuno di noi ha nella vita (familiare, sociale, professionale, ecclesiale, politica ecc.). 

Infatti chi detiene un potere, o lo ha ricevuto, o se lo è conquistato. In ogni caso, il potere “gli proviene da altro”, che può essere un’altra persona, la tradizione, la legge, il carisma personale o, per i credenti, la persona divina. E, alla fonte del suo potere, deve rendere conto: sempre, comunque, in itinere e alla fine del suo mandato. Altrimenti si ammala di populismo, sovranismo e correlati vari. 

Tutto ciò ci rimanda all’esigenza di una permanente formazione antropologica, etica e tecnica che deve accompagnare qualsiasi percorso, laico o religioso che sia di selezione e preparazione della nuova classe dirigente. Altrimenti la crisi di leadership non risolverà mai.

 

E’ illuminante la testimonianza di papa Francesco. “…io ho paura di me stesso, perché se ho paura di me stesso, io mi sento sempre, non so, debole, nel senso di non avere il potere; il potere è anche una cosa passeggera: oggi c’è, domani non c’è… E’ importante se tu col potere puoi far del bene. E Gesù ha definito il potere: il vero potere è servire, fare i servizi, fare i servizi più umili. E io devo ancora andare avanti in questo cammino del servizio, perché sento che non faccio tutto quello che devo fare. Questo è il senso che io ho del potere. (Conferenza stampa sull’aereo di ritorno dagli USA, 27 sett 2015).

 

Rocco D’ambrosio

 

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