Tu sei qui: Home / In Parola / Tenerezza e sfide, di Rocco D'Ambrosio

Tenerezza e sfide, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 09/07/2016 16:42
Si ha l’imbarazzo del scelta, nell’applicare la parabola odierna, al nostro contesto. Di persone cadute nelle mani dei briganti non ne mancano mai...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?». Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?». Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».
Ma quello, volendo giustificarsi, disse a Gesù: «E chi è mio prossimo?». Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”. Chi di questi tre ti sembra sia stato prossimo di colui che è caduto nelle mani dei briganti?». Quello rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va’ e anche tu fa’ così»
(Lc 10, 25-37).

3 luglio 2016. Si ha l’imbarazzo della scelta, nell’applicare la parabola odierna, al nostro contesto. Di persone cadute nelle mani dei briganti non ne mancano mai: cittadini stranieri odiati e colpiti, poveri maltrattati, afroamericani e poliziotti uccisi, donne violentate, bambini abusati e tanti altri ancora. Ma sono anche tanti i sacerdoti e leviti che passano oltre.

“Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico”. Leggo e rileggo questa parabola mentre sentimenti contrastanti albergano in me. Il Samaritano è mirabile esempio di compassione - forse più precisamente andrebbe tradotto: tenerezza. La sua tenerezza è concreta: lui vide, ne ebbe compassione, gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. E’ bella quanto pratica; è profonda quanto utile. Non così il sacerdote; non così il levita. Loro vedono e passano oltre. La loro indifferenza è brutta quanto ideologica; è superficiale quanto detestabile.

Fin qui niente di nuovo. I sentimenti contrastanti nascono dal sentirsi e comportarsi raramente da Samaritani e molto spesso da sacerdoti e leviti. Né più né meno con gli stessi sentimenti, nell’uno come nell’altro caso. Tutte le motivazioni, discorsi e ragionamenti, in un baleno, mostrano tutta la loro pochezza. Sono (siamo) più sacerdoti e leviti che Samaritani. Signore aiutaci!

Sono sempre lunghi i cammini di conversione e ri-conversione. Non si tratta di puntare il dito contro qualcuno, ma solo di ammettere che faccio poco il Samaritano e molto più il levita e il sacerdote. Eppure sono convinto che una via c’è, con l’aiuto di Dio, per invertire la rotta, cioè per non passare avanti e sentire un po’ di compassione e tenerezza per chi incontriamo sulla strada. Questa via c’è. E’ certo. E’ certo quanto il fatto che il buon Dio ci porrà sempre sulla strada dei malcapitati. A sfidare quanta compassione e tenerezza abbiamo.

Rocco D’Ambrosio

Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 118.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 118
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Economia civile

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 118 è sull'ECONOMIA CIVILE. Il cartaceo è stato spedito; il PDF lo si trova qui si sopra nella home page.

 listing Il n. 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  è in preparazione.

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 giugno 2020.

Per il n. 120 lanciamo un’iniziativa per coinvolgere tutti i nostri lettori: Tweet on duty - Un tweet sul dovere

Ti chiediamo di rispondere a una sola di queste domande (indicando nome, cognome, lavoro, città) in maniera sintetica, praticamente non più dei 140 caratteri che si usano in un tweet, da inviare a associazione@cercasiunfine.it o sms o whatsapp al cell. 337 1031728
Ecco le domande, scegline solo una e rispondi!
1. Cosa ti spinge a fare il tuo dovere?
2. Cosa provi nel fare il tuo dovere?
3. Cosa ti aspetti quando fai il tuo dovere?
4. Quali difficoltà incontri quando fai il tuo dovere? 
Testi da inviare entro il 30 aprile 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.