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Sorprese e stupore, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/07/2016 16:14
Ma dove è finito lo stupore? Sembra che abbia poco spazio in un mondo di previsioni sociali, economiche e politiche. Per non parlare delle sciocchezze degli oroscopi. Lo stupore trova oggi molte resistenze a manifestarsi...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, i pastori andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro. Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo. (Lc 2, 16-21).

1 gennaio 2013. Ma dove è finito lo stupore? Sembra che abbia poco spazio in un mondo di previsioni sociali, economiche e politiche. Per non parlare delle sciocchezze degli oroscopi. Lo stupore trova oggi molte resistenze a manifestarsi: fretta, calcolo, interessi, mancanza di gratuità, di meditazione e così via. Sinceramente non so come si può aiutare, chi ha perso lo stupore, a ritrovarlo.

Forse potrebbe aiutare un’educazione del cuore e della mente a riscoprire ciò che è diventato quasi scontato e normale ai nostri occhi.

Forse potrebbe aiutare una rieducazione dei sensi a riscoprire quanto di bello ci circonda e che spesso ci sfugge.

Forse potrebbe aiutare una meditazione continua su quanto ci accade nella vita, sullo stile di Maria che custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.

Qualsiasi strada scegliamo abbiamo bisogno di stupirci, ancora e spesso. L’esperienza dei pastori deve essere stata così travolgente che non solo si sono stupiti loro ma, con il loro racconto, riuscivano a stupire altri: quasi una forma di contagio. Se riuscissimo a superare la tentazione del tutto scontato, prevedibile e senza gusto, forse riusciremmo a cogliere il nodo fondamentale: per stupirsi bisogna lasciarsi trasportare da un qualcosa di inaspettato: un invito, una relazione, un annuncio, un evento. Chi è chiuso alla novità, chi ha ridotto le proprie prospettive a un puro calcolo e previsione umana non si stupirà mai. Dio sorprende. Lo farà anche in questo anno che iniziamo. Come? Dove? Non lo so. So che lo farà. E ce ne accorgeremo se smetteremo di calcolare, programmare, valutare, investire. In una parola se smetteremo di trattare la nostra vita come un investimento in banca o in borsa. Tutto ciò non è un invito a deresponsabilizzarci, ma solo a ricordarci che la responsabilità deve compiere un ultimo passo: quello dell’abbandono nelle mani del Dio delle sorprese. Quel Dio che ha sconvolto la vita di Maria e Giuseppe, dei pastori e di tanti altri, colmandoli di prove ma anche di tanta gioia. Buon anno… di sorprese e di stupore!

Rocco D’Ambrosio

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