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Sorella morte, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 18/09/2015 13:51
Ci vuole tanta libertà per chiamare la morte “sorella”. E in materia di libertà, interiore ed esteriore, Francesco è stato campione insuperabile...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno». (Gv 6, 37-40)

2.11.2013. Laudato sì’, mi’ Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke troverà ne le Tue santissime voluntati,
ka la morte seconda no ‘l farrà male, scrive Francesco nel suo Cantico delle Creature. Ci vuole tanta libertà per chiamare la morte “sorella”. E in materia di libertà, interiore ed esteriore, Francesco è stato campione insuperabile. Ovviamente il rapporto con la morte, e con la propria morte, è un dato così radicato in noi che tocca tutta la nostra fisica, emotiva, intellettiva e relazionale. E non sempre, con tutta la nostra storia alle spalle, abbiamo la libertà e il coraggio di chiamare la morte “sorella”.

“Sorella” o meno la morte è li ad attenderci: nullu homo vivente po’ skappare. E’ così evidente, ma per paura o altro, spesso ci attrezziamo solo per evitare di pensarci o per illuderci che il tutto non ci tocca. Gesù ci ripete: E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. E altrove afferma: Vado a prepararvi un posto.

La libertà interiore e la forza per affrontare la morte, mia o altrui, per noi cristiani, non possono nascere da una fede nella Resurrezione solo come una risposta intellettuale alla morte. Credo nascano, piuttosto, da una crescita emotiva da non trascurare. Abbiamo paura della morte, abbiamo paura di non rivedere più chi abbiamo amato in terra e ora è… altrove, in Cielo o in altro luogo. Le parole di Gesù sono semplici, sono per bambini da calmare e tranquillizzare. Sono per noi, sono per me. Ho paura della morte. Ho molte cose che non capisco di essa. Ho paura di perdere il Signore per sempre. E Lui mi, ci rassicura e conforta: questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno… - Vado a prepararvi un posto.

Rocco D'Ambrosio

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