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Sentieri scomodi, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 05/12/2015 16:07
I profeti sono scomodi. Lo sono sempre stati: Giovanni Battista, e quelli prima di lui, come anche quelli dopo di lui. Sono scomodi e scomodi devono restare. La scomodità la si può misurare in tanti modi...

 

Il Vangelo odierno: Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!»
(Lc 3, 1-6).

6 dicembre 2015. I profeti sono scomodi. Lo sono sempre stati: Giovanni Battista, e quelli prima di lui, come anche quelli dopo di lui. Sono scomodi e scomodi devono restare. La scomodità la si può misurare in tanti modi, la si può ance riscontrare nelle tante storie di profeti biblici o contemporanei che conosciamo. I profeti non sono quelli che predicono il futuro, cosa quanto mai sciocca, il solo pensarla. I profeti sono inviati per offrire scomodità. E questa è data da molti fattori: sconvolgono i nostri ragionamenti, aprono prospettive nuove, ci chiedono di cambiare vita e così via.

E’ molto stridente il porre da una parte l’impegno dei grandi profeti, di ieri come di oggi, e dall’altra il nostro accogliere il loro messaggio riducendolo a qualche consiglio morale e impegno di piccole conversioni. Oggi da una parte c’è Giovanni Battista e dall’altra le nostre povere riflessioni su vie, sentieri, monti e colli da preparare per la venuta del Signore. Sarà che che il Buon Dio si accontenti di ripulire la casa da qualche peccatuccio e trascurare grandi scelte e impegni radicali? Non penso proprio.

Giovanni Battista va accolto in tutta la sua scomodità e forza. E’ stato un uomo vigile sul suo tempo, per cogliere profondamente quanto aiutava a preparare la via al Signore e quanto no. Nell’esperienza biblica il ruolo della vigilanza è stato sempre vocazione propria dei profeti. Essi erano uomini dediti e fedeli solo a Dio, liberi da qualsiasi rapporto interessato con il potere e con il popolo, coraggiosi nell’annunciare la verità e denunciare le ingiustizie, tenaci nel perseguire il loro progetto di santità personale e comunitaria.

Giovanni il Battista è il più grande tra i nati di donna, come lo definisce Gesù. In un periodo storico, in cui l’aquila romana dominava con arroganza sui territori occupati, il Battista seppe denunciare con forza le gravi contraddizioni di un potere fortemente corrotto, sia in termini relazionali, che politici. Ad Erode non furono risparmiati moniti e invettive, essendo signore nell’arte degli abusi e delle nefandezze. Agli israeliti, specie ai capi, Giovanni rivolse forti richiami alla conversione, invitandoli ad avere una misura sobria di se stessi. La verità proferita venne pagata con la vita . He cared – direbbe Milani - ovvero gli stava a cuore veramente il bene del suo popolo.

Rocco D'Ambrosio

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