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Relazioni e scelte, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 09/09/2017 16:43
Una delle affermazioni più logore (e pericolose) del nostro tempo è quella di “relazioni liquide”. Che ne direbbe il Vangelo?

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: 
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. 
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro»
(Mt 18, 15-20).

10 settembre 2017. Una delle affermazioni più logore (e pericolose) del nostro tempo è quella di “relazioni liquide” (ne ho parlato in http://www.cercasiunfine.it/meditando/articoli-cuf/relazioni-liquide-di-rocco-dambrosio?searchterm=relazioni#.WbP5hq1aZ-U). E un concetto un po fuorviante e poco consistente. Nel caso non ci aiuterebbe affatto a comprendere il brano evangelico.

Non esiste relazione umana che non abbia momenti di verifica e confronto, alti e bassi, luci e ombre, attenzioni ed errori. Sognare o immaginare relazioni che vanno bene, sempre e comunque, è pura stupidità. Tuttavia spesso siamo impreparati quando sorgono problemi di incomprensioni, tradimenti, offese, cattiverie e così via. Che fare? Chiudere la relazione o cercare di recuperarla? Far finta di niente o affrontare il tutto? Centinaia di domande….

Ci sono troppi elementi in gioco per dare una risposta esauriente. Ci sono elementi personali (temperamento, carattere, sensibilità, finalità di ognuno); elementi sociali e culturali (ambiente, tradizioni, convinzioni, gruppi di appartenenza) che complicano il quadro di riferimento. Sono così tanti da spingerci anche alla superficialità o irresponsabilità: le relazioni sono così difficili da gestire che è impossibile – secondo alcuni – avere dei principi di riferimento; meglio vivere alla giornata.

Come cristiani credo che il punto di partenza sia una scelta di fondo, radicale, precisa. Il brano va seguito alla lettera, senza commenti. "Sine glossa", direbbe Francesco d’Assisi. Dobbiamo rileggerlo e farlo nostro il più possibile, non solo letteralmente ma nel suo significato più profondo. Quando qualcuno "commette una colpa contro di me", il brano propone tre movimenti: il dialogo a due, il coinvolgimento di testimoni e, infine, quello della comunità. Essi vanno seguiti nell’ordine e applicati nei modi indicati. "Sine glossa".

Come per ogni testo evangelico, l’applicazione sine glossa del brano non significa lo spegnere l’intelligenza, né tantomeno applicare metodi fondamentalisti di lettura della scrittura. Vuol dire sostanzialmente un atto di umiltà: la verità è in ciò che dice Gesù. Noi, molto spesso, ci inganniamo sugli altri e senza la guida del Signore siamo persi.

La verità delle nostre relazioni non è tanto, o per niente, in tutti i riferimenti personali, sociali e culturali. E’ in ciò che insegna Gesù. Consegue il coraggio di fare pulizia, nella nostra testa e nel nostro cuore, dei tanti pensieri inutili e dannosi su amicizie, affetti, relazioni di lavoro o vicinato. Il fine è quello che ci insegna Gesù: imparare a legare sulla terra. Ci sono fin troppe divisioni, violenze e guerre sulla terra. Ci sono pochi, anche tra i credenti delle religioni, capaci di costruire relazioni, nonostante le tentazioni continue di distruggerle.

Quello di Gesù non è solo un consiglio per la risoluzioni di liti e incomprensioni, è la via del successo delle nostre relazioni. Chi di noi non vorrebbe che esse durassero in eterno? Solo se permetteremo al Maestro di rinnovarle e farle crescere secondo il suo volere, esse "saranno legate in cielo". Solo se il Signore le verificherà costantemente esse ci porteranno gioia e serenità, non senza prove e sofferenze. Solo se ci legheremo, "accorderemo nel suo nome", Gesù le abiterà permanentemente.

Scriveva Emmanuele Mounier:  "Noi ci troviamo presi in un corpo, in una famiglia, in un ambiente, in una classe, in una patria, in un'epoca che non abbiamo scelto. Che io mi trovi qui piuttosto che là, adesso piuttosto che allora è stato deciso da un misterioso disegno in antecedenza a ogni partecipazione della mia volontà. In me si annodano le cifre intrecciate di un destino incombente e di una vocazione che è una sfida contro tutte le forze del mondo; ma questa vocazione non può aprirsi la via che in questo corpo, in questa famiglia, in questo ambiente, in questa classe, in questa patria, in questepoca.

Rocco D’Ambrosio

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