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Profeti rari, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 16/12/2017 16:36
Per preparare la sua venuta, il Signore, sceglie una figura scomoda: Giovanni Battista. Egli è il più grande tra i nati di donna, come lo definisce Gesù...

 

ll Vangelo odierno: Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. (Gv 1, 6-28).

17 dicembre 2017. Andremo a votare a marzo. Non so se c’è da sentirci bene o male. Mi chiederete: che c’entra questo con il Vangelo di oggi? Molto; c’entra proprio molto. Per preparare la sua venuta, il Signore, sceglie una figura scomoda: Giovanni Battista.

Egli è il più grande tra i nati di donna, come lo definisce Gesù. In un periodo storico, in cui l’aquila romana dominava con arroganza sui territori occupati, il Battista seppe denunciare con forza le gravi contraddizioni di un potere fortemente corrotto, sia in termini relazionali, che politici. Ad Erode non furono risparmiati moniti e invettive, essendo signore nell’arte degli abusi e delle nefandezze. Agli israeliti, specie ai capi, Giovanni rivolse forti richiami alla conversione, invitandoli ad avere una misura sobria di se stessi. Giovanni era tutt’altro che un populista, o un demagogo o un salvatore della patria (vedi quelli già pronti per la campagna elettorale).

La verità proferita, Giovanni Battista la pagò con la vita. He cared, gli stava a cuore veramente il bene del suo popolo. Troppo deboli sono oggi le voci, un po’ in tutte le istituzioni, che sostengono e difendono la verità, che hanno il coraggio della denuncia e la disponibilità a mettere in gioco la vita per amore del bene comune. Non nasceranno profeti da un tessuto umano, che pensa solo al proprio benessere e che, al massimo, tutela i vicini e le persone care. In questo clima di egoismo la profezia sul potere nasce difficilmente e facilmente muore.

Giovanni Battista è genuinamente non curante di sé e credo, anche per questo, può essere fedele alla sua missione: è stato messo al mondo e deve lavorare per preparare la strada al Cristo. Noi non siamo Giovanni Battista, non abbiamo una missione così alta e impegnativa, ma abbiamo una missione! Essa è autentica nella misura in cui ci distraiamo da noi stessi e prepariamo la strada al Cristo o, direi ai miei amici non credenti, prepariamo la strada a tutto ciò che è buono e giusto e ispira la nostra vita.

Nella Lettera a una professoressa don Milani e i suoi ragazzi rimproverano alla docente: “Ma voi con i vostri ragazzi fate meno. Non gli chiedete nulla. Li invitate soltanto a farsi strada”. Invece di educarli all’I care, a fare politica sentendo i problemi degli altri come propri, a combattere ogni forma di avarizia, la professoressa insegna solo a “farsi strada”. In termini spicci la professoressa molto probabilmente sta formando nuovi salvatori della patria. Questi devono farsi strada, sacrificando tutto e tutti, non se stessi ovviamente.

Prima di immergerci in forme ossessive pre-natalizie, dovremmo fermarci un attimo a pensare a chi stiamo facendo strada: a noi stessi o al Cristo? Nel primo caso non arriveremo mai alla grotta di Betlemme. Lì populisti, demagoghi e salvatori della patria non ci hanno mai messo piede. Lì c’è tutt’altra musica, tutt’altra gente, tutt’altra aria.

Rocco D'Ambrosio

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