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Parole e gesti, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 16/04/2016 12:54
Abbiamo molti problemi di comunicazione… pur vivendo nel “mondo della comunicazione”!! L'esempio di Gesù...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse: «Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, è più grande di tutti e nessuno può strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa sola»
(Gv 10, 27-30).

17 aprile 2016. Sull’ascolto è basato tanto della nostro vivere, molto della vita religiosa, specie giudaico-cristiana. Tra il pastore e le pecore c’è questo importante mezzo: la voce. Il pastore guida le pecore e queste lo seguono, perché conoscono la sua voce. E’ il tema noto e attualissimo della comunicazione. Il leader fedele è colui che sa comunicare, cioè è attento alle persone e a quanto comunica, in termini di verità e di ben vivere. La comunicazione autentica e sincera non è solo garanzia di un buon rapporto del leader con i membri del gruppo, ma è anche condizione indispensabile perché ogni comunità realizzi le sue finalità.

Ma la comunicazione autentica e sincera non basta. Il pastore è anche colui che da la vita, difende le pecore e non permette che nessuno le strappi dalla sua mano. E’ il buon pastore. Scrivo queste note dopo aver visto le immagini di Francesco e di Bartolomeo che si piegano sui profughi per ascoltarli: segno umano e cristiano di portata storica. Sono immagini che parlano da sole, con molti significati e conferme che superano il nostro ristretto approccio di vita.

A essere profondamente sinceri la nostra comunicazione difetta spesso; soprattutto per due fondamentali motivi. Il primo è che spesso siamo distratti, comunichiamo su tanti fronti (parole, messaggi, telefonate, mail e cosi via) e contemporaneamente, finendo per ascoltare niente e nessuno. Ovvero facciamo finta di comunicare, ma effettivamente siamo chiusi in noi stessi. Il secondo motivo è che la nostra comunicazione spesso resta superficiale: il cuore non parla al cuore, cor ad cor loquitur, direbbe John Henry Newman. L’uno e l’altro problema creano molti problemi di comunicazione… pur vivendo nel “mondo della comunicazione”!!

C’è una pagina di Hannah Arendt, in materia, che mi fa molto pensare: “Il potere è realizzato solo dove parole e azioni si sostengono a vicenda, dove le parole non sono vuote e i gesti non sono brutali, dove le parole non sono usate per nascondere le intenzioni ma per rivelare realtà, e i gesti non sono usati per violare e distruggere, ma per stabilire nuove relazioni e creare nuove realtà”. Non pensiamo solamente al potere degli altri, magari politico e sociale. Pensiamo al nostro potere, cioè alle nostre responsabilità quotidiane. Chiediamoci: quanto parole e gesti si sostengono a vicenda nella nostra vita? Quanto viviamo overdose di parole (con tutti i mezzi tecnologici di cui disponiamo) e penuria di gesti? Quanto le nostre parole sono buone quanto i gesti che viviamo?

Credo che ogni discepolo si innamori di Gesù non solo perché ha detto di amarci ma anche perché fa di tutto perché “nessuno ci strappi dalla sua mano”. Parole e gesti, indissolubilmente uniti. Non è solo il segreto di ogni autentico leader. E’ anche il segreto di una vita autentica: parole e gesti sempre uniti, parole “che rivelano nuove realtà” e gesti che “creano nuove realtà”.

Rocco D’Ambrosio

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