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Parigi e il Gesù vicino, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 15/11/2015 10:49
Mentre scorrono le orribili immagini di Parigi, il Vangelo odierno parla di ciò che precederà il ritorno di Gesù alla fine dei tempi riferendosi a “tribolazione e sconvolgimento”...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. Egli manderà gli angeli e radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo.
Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
Quanto però a quel giorno o a quell’ora, nessuno lo sa, né gli angeli nel cielo né il Figlio, eccetto il Padre»
(Mc 13, 24-32).

15 novembre 2015. Mentre scorrono le orribili immagini di Parigi, provo a commentare il Vangelo di questa domenica. Le parole che usa Gesù, nel descrivere ciò che precederà il suo ritorno alla fine dei tempi, sono “tribolazione e sconvolgimento”. Oggi non è la fine dei tempi ma certamente stiamo vivendo tribolazioni e sconvolgimenti.

Abbiamo bisogno di tante sapienza umana per capire il terrorismo, le sue origini, strategie, finalità e sostenitori. Abbiamo bisogno di comprendere come il terrorismo non è generato dalle religioni, ma da un mix di sottosviluppo, pazzia e strumentalizzazioni e degenerazioni politiche e finanziarie. Ma soprattutto abbiamo bisogno che il Signore ci illumini a comprendere quello che succede, quali ripercussioni in noi personalmente e nei popoli, quale forza ha la pace, nonostante tutto. Nonostante il terrorismo e qualsiasi barbaria le persone possano pensare e attuare.

Non esistono, tuttavia, solo gli sconvolgimenti e le tribolazioni causate dalle mani assassine dei terroristi. Esistono anche quelle nelle nostre menti e nei nostri cuori. Quando si uccide in questa maniera, si uccidono, insieme, persone innocenti e la pace, che è debole quanto coloro che erano nello stadio, nel teatro o nelle strade di Parigi, ieri sera. La pace è sempre debole; le armi e la furia assassina sono sempre più forti. Le immagini suscitano anche desideri di vendetta e giustizia sommaria; la pace così soccombe. E gli sconvolgimenti e le tribolazioni aumentano.

Forse è questa la sfida principale: continuare a credere nella pace e a operare per rinforzarla, nonostante gli sconvolgimenti e le tribolazioni che il 13 settembre parigino ci stanno causando. Il Figlio dell’uomo verrà, ci ricorda Gesù, verrà nonostante tutto. Nonostante il terrorismo, la violenza e la guerra, il Figlio dell’uomo viene. E’ il Gesù che è venuto, che viene e che verrà alla fine dei tempi.

Gesù è vicino. Non è assolutamente facile credere in questa vicinanza. E’ vicino a chi soffre, a chi  è stato ucciso e ci auguriamo sia con Lui nella gloria. E’ vicino a chi lavora e rischia per la sicurezza di tutti. E’ vicino, anche se istintivamente ci chiediamo dove fosse ieri sera. Infatti violenza, terrorismo e guerra non ci fanno pensare immediatamente a un Dio vicino. Ma Lui lo è, nonostante tutto. Lui lo è, come la pace, quella che Lui annuncia e realizza, non solo con i cristiani, ma con tutte le donne e gli uomini, di ogni etnia, cultura e religione che per la pace danno se stessi. La pace vicina, ma debole. La pace dentro di noi, ma non dentro tutti. La pace sporca di sangue e di rabbia, che non vuole soccombere. E vuole imparare dal fico: “Dalla pianta di fico imparate la parabola - ci esorta Gesù - quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte”.

Rocco D’Ambrosio

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