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Oltre la paura, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 25/05/2019 10:40
Di motivi per turbarci ne abbiamo tanti. Spesso dipendono dal nostro profondo o dalle fasi della vita o dalle sue vicende...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate»
(Gv 14, 23-29).

26 maggio 2019. Di motivi per turbarci ne abbiamo tanti. Spesso dipendono dal nostro profondo o dalle fasi della vita o dalle sue vicende. In una parola: siamo spesso turbati. Il vocabolario dice che  il turbamento è “uno stato di alterazione psichica provocato da fatti emotivi” (Treccani). Forse potremmo chiamare il turbamento “paura”, come mi ripeteva spesso il mio amico Ignazio Fraccalvieri. E qui inizia a scorrere un fiume di riflessioni: paure vere e paure false, paure indotte dai populisti del momento e finte consolazioni di falsi leader, paure passeggere o decisive e via discorrendo. 

Nei momenti di turbamento - o paura, come lo si voglia chiamare - capire e superare questo stato è una sfida spesso difficile, se non proprio impossibile. Il brano di oggi proviene dal discorso di Gesù durante l'ultima cena: momento di turbamento, paura, speranza, anche gioia, nonostante tutto. Dal Vangelo possiamo imparare tanto, sia nel capire che nel superare i turbamenti.

Gesù non consola in maniera vuota e sterile. Non ci dice frasi vuote del tipo: "passerà tutto"; "c'è la farai, non preoccuparti" e cosi via. Gesù indica due relazioni fondamentali: la sua con i discepoli e la sua col Padre. Queste relazioni sono la forza per superare il turbamento. In altri termini: la forza non sta nelle mie capacità fisiche ed emotive - del resto spesso esse mancano quando sono turbato - ma in una relazione che mi dà forza. Ciò ha valore non solo sul piano di fede, ma anche su quello umano: sono le relazioni forti e vere che mi fanno superare i turbamenti, le paure. Ce la faccio, infatti, se posso contare su autentiche relazioni di coppia e di famiglia, amicizie, fraternità varie. Ce la faccio se la mia fede è profondo e quotidiano rapporto con Dio.

Ho letto e riletto diverse volte le lettere dal carcere (Resistenza e Resa) di Dietrich Bonhoeffer e sono sempre rimasto colpito dalla profondità e saggezza delle sue riflessioni. L’esperienza durissima del lager nazista gli ha dato una comprensione delle persone, del mondo e di Dio che non ha eguali. In una lettera scrive: “Comprendete l'ora della tempesta e del naufragio, è l'ora della inaudita prossimità di Dio, non della sua lontananza. Là dove tutte le altre sicurezze si infrangono e crollano e tutti i puntelli che reggevano la nostra esistenza sono rovinati uno dopo altro, là dove abbiamo dovuto imparare a rinunciare, proprio là si realizza questa prossimità di Dio, perché Dio sta per intervenire, vuol essere per noi sostegno e certezza. Egli distrugge, lascia che abbia luogo il naufragio, nel destino e nella colpa; ma in ogni naufragio ci ributta su di Lui. Questo ci vuole mostrare: quando tu lasci andare tutto, quando perdi e abbandoni ogni tua sicurezza, ecco, allora sei libero per Dio e totalmente sicuro in Lui”.

Rocco D'Ambrosio

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