Tu sei qui: Home / In Parola / Offrire per scoprire, di Rocco D'Ambrosio

Offrire per scoprire, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 01/02/2020 14:54
Ci sono Maria e Giuseppe che sono giusti e vivono la loro fedeltà a Dio fino in fondo. Quello che si deve fare, davanti a Dio e alla comunità, loro lo fanno...

 

Il Vangelo odierno: Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o due giovani colombi, come prescrive la legge del Signore.

Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. 

Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo:

«Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo

vada in pace, secondo la tua parola,

perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza,

preparata da te davanti a tutti i popoli:

luce per rivelarti alle genti

e gloria del tuo popolo, Israele».

Il padre e la madre di Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».

C’era anche una profetessa, Anna, figlia di Fanuèle, della tribù di Aser. Era molto avanzata in età, aveva vissuto con il marito sette anni dopo il suo matrimonio, era poi rimasta vedova e ora aveva ottantaquattro anni. Non si allontanava mai dal tempio, servendo Dio notte e giorno con digiuni e preghiere. Sopraggiunta in quel momento, si mise anche lei a lodare Dio e parlava del bambino a quanti aspettavano la redenzione di Gerusalemme.

Quando ebbero adempiuto ogni cosa secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nàzaret. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era su di lui (Lc 2, 22-40).

 

2 febbraio 2020. L'atto di offrire, a qualcuno per un motivo, fa parte dell'esperienza umana e, quindi, nessuna meraviglia, che sia passato nella vita delle comunità di fede religiosa. Si offre a chi si ama perché si ama, si offre a chi chiede, e lo si può fare per amore o per pietà. Altrimenti non si offre, si è solo costretti a dare per convenienza, ricatto o altro.

Ma torniamo a Gesù e alla sua presentazione al tempio. Per gli ebrei era un punto di riferimento: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore. Per questo Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore. Con la semplicità dei bambini chiederemmo: ma non è lui il Signore, il Figlio prediletto di Dio Padre? Si che lo è! Ma è anche pienamente uomo, fedelmente ebreo e obbedisce fino in fondo alla legge dei padri. Ma c'è altro in questo gesto. Ci sono Maria e Giuseppe che sono giusti e vivono la loro fedeltà a Dio fino in fondo. Quello che si deve fare, davanti a Dio e alla comunità, loro lo fanno.

Ma questa manifestazione di Gesù ha anche altri protagonisti: Samuele e Anna. Sono due anziani e li accomuna il desiderio di vedere il Messia prima di morire. Sono esauditi e il loro "vedere" diventa "profetizzare". Certo parliamo di un dono singolare di Dio: i due saggi anziani sono resi ricolmi dello Spirito di Dio e sono capaci di dire del Cristo quello che è e sarà sempre più. Samuele e Anna riconoscono nel Cristo la luce delle genti, il segno di contraddizione, il Cristo trafitto e salvatore. 

 Noi non siamo giusti come Samuele e Anna. Eppure da loro possiamo imparare che non c'è riconoscimento del Cristo che non sia profezia su di lui. E qui profezia e' dire chi e' il Cristo, dirlo a se come agli altri, dire che opera nel mondo e che salva il mondo, senza giudicarlo, dire che svela le contraddizioni personali, sociali e comunitarie. 

C'è molta tenerezza negli atti di Samuele e Anna. Ma forse è sempre così: solo chi vive non vedendo l'ora di incontrarlo, solo chi è ricolmo di tenerezza nel prenderlo tra le braccia, può dire chi e' il Cristo e cosa significa nella sua vita, nella vita del mondo.

 

Rocco D'Ambrosio 

 

Azioni sul documento
  • Stampa
Prossimi eventi
I Seminario CuF 2020. Persona e cultura: percorsi tra coscienza e dissenso 07/03/2020 16:00 - 19:30 — Cassano delle Murge (Ba)
Ritiro Spirituale sul discernimento 29/03/2020 10:00 - 18:00
L'Italia del '900 con Miguel Gotor 30/03/2020 17:30 - 19:30 — Cassano delle Murge (Ba)
Prossimi eventi…
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi  un fine 117.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 117
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Il razzismo

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?) in preparazione.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 10 marzo 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.