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Intelligenti, veramente?, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/07/2016 15:55
Penso a quante volte diciamo di una persona: è intelligente. Molti però non sono realmente intelligenti, sono...

28 agosto 2012

Il Vangelo odierno:
In quel tempo, Gesù parlò dicendo: 
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito! (Mt 23, 23-26).

Penso a quante volte diciamo di una persona: è intelligente. Molti però non sono realmente intelligenti, sono quello che dice questo passo: ipocriti, avidi, intemperanti, lontani da giustizia, misericordia e fedeltà. Forse dovremmo rivedere un po’ la nsotra categoria di intelligenti. Queste cose le dico anche pensando al santo di oggi, Aurelio Agostino. Fu intelligente perché umile, perché ammise i suoi errori, perché non si stancò di cercare e cercare ancora. Scrisse: Tardi ti ho amato, bellezza tanto antica e tanto nuova, tardi ti ho amato. Ed ecco che tu stavi dentro di me e io ero fuori e là ti cercavo. E io, brutto, mi avventavo sulle cose belle da te create. Eri con me ed io non ero con te. Mi tenevano lontano da te quelle creature, che, se non fossero in te, neppure esisterebbero. Fu intelligente perché capiì che la bellezza era fuori di lui, non era lui ma un Altro.

Rocco D'Ambrosio

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