Tu sei qui: Home / In Parola / Lottare per Dio, di Rocco D'Ambrosio

Lottare per Dio, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 20/08/2016 16:19
Gesù vuole veramente la rivoluzione violenta? Se così fosse dovremmo riscrivere il Vangelo e iscrivere Gesù tra i rivoluzionari violenti della storia umana. Ma non è così...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
(Lc 12, 49-53).

14 agosto 2016. Mentre il terrorismo divide e uccide sfruttando la religione è bene ricordare, come ha fatto papa Francesco, che le autentiche religioni sono contro ogni violenza e uccidere in nome di Dio è solo un aggravare l’atto dell’uccidere, perché Dio non vuole la guerra ma la pace Detto questo, il testo evangelico odierno, se letto superficialmente, non fa altro che gettare fuoco sulla terra, non solo nei grandi conflitti nazionali e internazionali, ma anche nei piccoli conflitti in famiglia, sui luoghi di lavoro, nelle associazioni, nelle istituzioni politiche e non. Ma Gesù vuole veramente la rivoluzione violenta? Se così fosse dovremmo riscrivere il Vangelo e iscrivere Gesù tra i rivoluzionari violenti della storia umana. Ma non è così.

Un’analisi attenta del testo odierno ci porta a concludere che il Signore Gesù sta solo manifestando il desiderio che il suo annuncio porti frutto quanto prima. Ma ciò non è possibile senza che il Vangelo determini una divisione. Del resto sin dall’inizio della sua missione, ancora infante, Gesù aveva ricevuto la profezia di Simeone che li benedisse e a Maria, sua madre, disse: "Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione”. Divisione, contraddizione sono termini importanti per capire la natura della rivoluzione che Gesù ha inaugurato. Si tratta di un annuncio che né in noi, né attorno a noi, può lasciare le cose come stanno.

La parola di Gesù vuole portare frutto e il frutto consiste in un cambio radicale della propria vita, relazioni, situazioni personali e sociali, comunitarie e politiche. Altrimenti è un cristianesimo, o meglio, una cristianità borghese, ossia un seguire il Signore che non ci scomoda più di tanto, lascia le cose come stanno e pone solo una sottile e inefficace “vernice cristiana” sulla nostra realtà. In Italia questo tipo di atteggiamento religioso ha determinato un tipo di cattolico borghese che si accontenta di un richiamo a certi principi della dottrina cattolica (famiglia, salvaguardia della vita, bioetica) e dimentica e tradisce tanti altri (bene comune, solidarietà, accoglienza e promozione degli ultimi, giustizia e legalità, promozione della pace e della salvaguardia dell’ambiente naturale). Credo anche verso questo tipo di religione annacquata Gesù voglia gridare con forza: Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso!

Ma quale fuoco sulla nostra terra il Signore vuole accendere? A che tipo di rivoluzione ci chiama? Scriveva Paul Claudel: “Siate mio fratello, siate con me. Venite a Dio che vi chiama. Lo so, è un momento di angoscia terribile, ma occorre farlo. Vi sono tante cose che vi paiono infinitamente dolci o terribilmente desiderabili, a cui dovete rinunciare. E d'altra parte nella religione cattolica vi sono tante cose dure da credere, tante cose umilianti a praticarle, un abbassamento così impietoso delle nostre piccole idee e delle nostre piccole persone! Ma non temete, occorre farlo”.

Su questi temi la divisione non è un consiglio ma un obbligo. Il moderatismo, ossia in non spingersi troppo in là, il cerchiobottismo, ossia il non scontentare nessuno dei nostri interlocutori, non sono affatto evangelici. La vita di fede o è radicale o non è. Così è stato per tutti gli ebrei autentici, per tutti i cristiani autentici. Del resto i profeti biblici non erano coloro che rimproveravano aspramente la corruzione dei rapporti fraterni e comunitari? Penso, per esempio, ai profeti quando smascheravano le idolatrie (Elia), quando rimproveravano difetti quali l’orgoglio, il lusso, i soprusi contro i deboli, l’ipocrisia (Amos), quando annunciavano il vero amore (Osea), quando annunciavano pace (Isaia), puntavano il dito sui mercenari e sui mali sociali da loro procurati (Michea), quando fustigavano le classi dirigenti (Sofonia), quando ricordavano l’essenza del vero culto (Geremia) e via dicendo. Ma accanto ad un lavoro di critica erano sempre presenti le indicazioni per rinnovarsi nel cuore e nella mente, per ristabilire relazioni secondo Dio, ispirate dal suo amore e dalla sua pace, orientate ad accogliere tutti, specie gli ultimi.

Ancora Claudel: “A mano a mano che avanzerete, le cose vi appariranno più facili, gli ostacoli che erano formidabili vi faranno ora sorridere. Tutti quei grandi nomi, tutti quei poeti, quegli scrittori, quei filosofi la cui ombra ha coperto la nostra giovinezza, ne vedrete a un tratto l'esile persona grottesca ‑ e non affatto la povertà, ma il puro nulla del pensiero anticristiano. C'è un passaggio della vostra lettera che mi fa sorridere. E' quello dove dite che temete di trovare nella religione la fine della ricerca e della lotta. Ah, caro amico, il giorno in cui avrete ricevuto Dio in voi, avrete un ospite che non vi lascerà quiete: «Io non sono venuto a portare la pace, ma la spada». Sarà il grande fermento che farà scoppiare tutti i vasi, sarà la lotta, la lotta contro le passioni, la lotta contro le tenebre dello spirito, non quella in cui si è vinti, ma quella in cui si è vincitori”.

Rocco D’Ambrosio


Azioni sul documento
  • Stampa
archiviato sotto: ,
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine

 


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 

Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Papa Francesco ha inviato domenica 23 aprile 2017 un video messaggio dedicato a don Lorenzo Milani, il priore di Barbiana, alla manifestazione “Tempo di Libri”, a Milano, dove nel pomeriggio è stata presentata l’edizione completa di “Tutte le Opere” del sacerdote, con alcuni inediti, curata dallo storico Alberto Melloni per la collana dei Meridiani Mondadori...
Videomessaggio del Santo Padre per Don Milani
Politica in weekend - 2 e 3 luglio 2016
Guida alla riforma costituzionale
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 116.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 116
(2019 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: La coppia

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa ci fa diventare razzisti? C'è il razzismo nella Chiesa?), in preparazione.

 listing Il 118 è sull'ECONOMIA CIVILE (Cosa è l'economia civile? I Pro e i Contro di questo modello? Dove è applicato e come?)  testi da inviare entro il 15 dicembre 2019.

 listing Il 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  (Quanto abbiamo paura delle altre religioni? Le religioni dialogano tra di loro? Qual'è la finalità del dialogo? Cos'è il fondamentalismo religioso?)  testi da inviare entro il 31 gennaio 2020.

 listing Il 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 15 marzo 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.