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Lo scandalo della passione, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 08/04/2017 15:11
Entriamo nella settimana santa con immagini di guerra e violenza più che mai emblematiche: Siria, Stoccolma, odio domestico...

 

L’intero Vangelo odierno è quello della Passione di Gesù Mt 26,14-27,66.

Qui solo un brano: Ora, mentre mangiavano, Gesù prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e, mentre lo dava ai discepoli, disse: «Prendete, mangiate: questo è il mio corpo». Poi prese il calice, rese grazie e lo diede loro, dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per molti per il perdono dei peccati. Io vi dico che d’ora in poi non berrò di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi, nel regno del Padre mio». Dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.

- Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge

Allora Gesù disse loro: «Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge”. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea».

Pietro gli disse: «Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai». Gli disse Gesù: «In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte». Pietro gli rispose: «Anche se dovessi morire con te, io non ti rinnegherò». Lo stesso dissero tutti i discepoli.

- Cominciò a provare tristezza e angoscia

Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: «Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare». E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e angoscia. E disse loro: «La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me». Andò un poco più avanti, cadde faccia a terra e pregava, dicendo: «Padre mio, se è possibile, passi via da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!».

9 aprile 2017. Entriamo nella settimana santa con immagini di guerra e violenza più che mai emblematiche: Siria, Stoccolma, odio domestico e via discorrendo. Il lungo racconto della Passione, in un’ottica di fede, sembra contenere tutta la passione del mondo. Eppure questo dato può sembra un po retorico e semplicistico. Gesù si offre, ci salva: lo fa per tutti, lo fa con tutte le vittime del mondo. Allora, forse, non dovremmo cercare di capire ma solo entrare nelle scene, per quanto ci è permesso, e gustare il suo amore che si fa parola e gesto. Ma c’è una grande difficoltà…

Questa notte per tutti voi sarò motivo di scandalo. Sta scritto infatti: “Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge. Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea”, dice Gesù dopo la cena. Motivo di scandalo. Si tratta di uno scandalo molteplice. Tocca molti e con motivi diversi: gli Ebrei, i Romani, le autorità, la gente semplice, i discepoli, i suoi intimi. E’ uno scandalo che si esprime spesso con quella domanda sintetica ma efficace: “si può arrivare a tanto?” E’ possibile che chi abbia tanto amato si ritrovi maltrattato, condannato e ucciso in questo modo ignobile? Che succede nel cuore e nella mente di chi opera queste vergogne? Pensiamo alla Siria, a mo’ di esempio…

Perché sono arrivati a tanto? Giuda vende Gesù, Pietro lo rinnega, il sinedrio e i capi dei sacerdoti non riconoscendolo si scandalizzano di lui, Pilato si lava le mani, il ladrone lo prende in giro, la folla lo condanna. Non solo si arriva a tanto, ma Gesù quasi precisa che non può essere diversamente: il Pastore “deve essere percosso”, perché muoia e risorga per precederli in Galilea. Il racconto della Passione segue quasi questa “necessità”. Altrove Gesù ricorda: “Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all'uomo a causa del quale viene lo scandalo!” (Mt 18, 7). Il buon Dio scrive diritto anche sulle righe storte, ma ciò non vuol dire che chi genera scandali sia senza colpa. Anzi. Gesù ribadisce: “guai all'uomo a causa del quale viene lo scandalo!”.

La “necessità” della Passione del Signore, il suo essere scandalosa, è difficile da comprendere, ci viene da reagire. Infatti è ben comprensibile Pietro che dice: “Se tutti si scandalizzeranno di te, io non mi scandalizzerò mai”. Anche qui Gesù riafferma quella necessità e invita Pietro a concentrarsi su stesso: “In verità io ti dico: questa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte”. Quasi un invito a non preoccuparsi del piano di Dio ma di sé e della propria salvezza.

Lo scandalo della Passione è tutto li e deve diventare tutto nostro. Esso è via maestra per entrare nel vivo della Passione di Gesù, per gustare il suo amore e partecipare della sua salvezza.

Ha scritto Raissa Maritain: «La passione è un supremo sforzo di Nostro Signore per convincere la nostra natura ribelle nell'ora della tentazione. In tutti questi giorni temibili mi fu concesso di capire intimamente, con conoscenza soave e incomunicabile che le sofferenze di Gesù sono per l'anima che crede una testimonianza appassionata resa alla verità, sono un tentativo pieno di misericordia dimostrarci che egli è simile a noi quanto alla capacità di soffrire, affinché nasca dalla somiglianza l'avvicinamento; dall'avvicinamento la fiducia; dalla fiducia l'amicizia e un maggiore abbandono».

Rocco D’Ambrosio

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