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Leader veri e leader falsi, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 17/09/2015 16:30
Esistono veri leader? Come distinguerli da quelli falsi?

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. 
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro (Gv 1, 35-42).
18 gennaio 2015. Si può chiamare, a seconda dei casi, leader, capo, maestro, responsabile, testimone, personalità, pastore, guida e così via. È capace di attrarre e avere dei seguaci servendosi di capacità fisiche, o intellettuali, o emotive, o, in genere, di tutte e tre, in diverse combinazioni. La leadership è una tematica difficile, presenta molti aspetti e fare sintesi è impresa ardua. Del resto qui essa non ci interessa tanto. Qui ci interessa Gesù.
Fu Gesù un leader? Certamente. Ma di quale tipo? Per chi ci crede: il migliore mai esistito, colui che ha sintetizzato il meglio umanamente possibile. Proviamo a seguire quanto scrive questo brano per ricordare o imparare qualcosa sulla sua leadership. Il brano ha un elemento fondamentale: gli sguardi. Sono quelli di Giovanni, dei discepoli, di Gesù, di Andrea, di Simone. Sono tutti intenti, curiosi, interessati, carichi di emozioni, destinati a Gesù o da lui provocati.
Forse questi sguardi hanno tanto da insegnare sia a chi leader lo è già, sia a chi lo vuole diventare, sia a chi ricerca veri leader ed è stanco di essere preso in giro da mezze figure, venditori di tappeti e di promesse. Iniziamo dal guardare. Un leader guarda negli occhi. Non li fugge, anzi li cerca per comunicare in maniera profonda. Ha detto Francesco a La Civiltà Cattolica: "Io riesco a guardare le singole persone, una alla volta, a entrare in contatto in maniera personale con chi ho davanti. Non sono abituato alle masse".
Il leader cerca il cuore delle persone attraverso gli occhi. Perché, come diceva il card. Newman, cor ad cor loquitur, il cuor parla al cuore. E Gesù parla al cuore. Parla al cuore perché non vende frottole e soluzioni facili ma invita alla ricerca: Venite e vedrete. Gesù parla al cuore perché ci pensa singolarmente e ha un progetto per ognuno di noi. L'incontro con lui non è un evento, nel senso mediatico, ma determina un evento perché apre la nostra povera vita a nuovi orizzonti.
Rileggere le pagine del Vangelo ci deve dare una profonda nostalgia per la vera leadership. Non solo ci deve portare ad amare di più il Cristo, ma ci deve far diventare scaltri su questo mondo. Di leader veri, oggi come nel passato, ce ne sono pochi Molti, presunti tali, non solo non guardano negli occhi, né parlano al cuore, ma hanno la loro testa e il loro cuore così pieni di sé, da non poter guidare nessuno verso bellezza, bontà e giustizia in questa vita. Per il semplice fatto che non le hanno mai scoperte, non sanno dove abitano e sono capaci di condurre solo a se stessi. Gesù non è così, anche pochissimi altri leader non sono così. Ringraziamo il Cielo perché c'è ancora qualcuno che fissa lo sguardo su di noi e ci apre nuovi orizzonti. Di bellezza, bontà e giustizia.
Rocco D'Ambrosio
*articolo tradotto in albanese da don Fatmir Koloqi su http://www.drita.info/res-socialis/leader-te-vertete-dhe-ata-fals/
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Selene Teresa Coccia
Selene Teresa Coccia :
18/01/2015 21:58
Ciao Rocco, la questione per me non si gioca tanto sul leader veri o falsi...a me non interessa tanto questo. qual'è la domanda vera?siamo donne e uomini veri? quando lo siamo, quando non lo siamo affatto? lo siamo quando le nostre relazioni sono autentiche e stabili, durevoli, fluide, leggere;non lo sono quando assumono aspetti altanelanti...una volta rispondo o richiamo e un'altra no...io personalmente le soffro molto...è cose se mancasse l'abc di una sana relazione...la metto in discussione, soprattutto se tale modalità si verifica più volte e se crea un disagio o malumore alla mia persona.Non me lo posso permettere.Meno male che il buon Dio, quando c'è, c'è sempre e hai ragione tu apre nuovi orizzonti alla nostra povera vita. E' incredibile! Ma aldilà di ciò, che cmq.per me è di vitale importanza, mi preme la domanda di Gesù:"cosa cercate"...e la risposta ancora più bella...dove dimori?..l'umano, l'umano...se Gesù non ci rende più umani allora c'è qualcosa che non va.In questi anni dal 2011 credo anno in cui ho scritto la prima riflessione, quella sulla discrezione,sono stati non pochi i momenti di sconforto,l'entusiasmo degli inizi ad essere sincera non c'è più. ho messo al centro in questi anni la capacità di rimanere sostenuta da quella fede ,forse sempliciotta,che se vai via, di sicuro non accade nulla di buono, se resti(in terra straniera) qualcosa potrà accadere, anche se la scelta provoca una fatica enorme ..la politica non è la mia passione...affatto...la tua passione però contagia e credo che ognuno ha cmq.il dovere di essere un cittadino migliore. non sono un 'eroina, nè tantomeno virutosa...si magari lo sarò pure per alcuni aspetti ma non è questo il punto... sono altresì consapevole di non essere nè il punto di partenza, è Lui che muove, unita alla libertà di tanti che lo sostengono, nè il punto di arrivo...guai se lo fossi! proverei un senso di fallimento.Quanto alla scaltrezza...mah non lo so...Gesù guarda il cuore di ciascuno..mi ricordo ...mi sembra Benedetto XVI che diceva che a Dio non si arriva attraverso la stretta porta della furbizia personale...ma forse ti riferisci ad altro...non so.Aldilà di tutto, ho appreso oggi che a marzo sarai qui, grazie alla pazienza e perseveranza di Silvio e Sabino: ne sono lieta! deo gratias!oggi siamo stati con Michele Illiceto tra la marea di cose mi porto questa di Niccolò Cusano. Dice Dio all'anima:"non sarò mai tua se tu non sarai tua".Un caro saluto...e non t'arrabbiare che non fa bene nè a te, nè a quanti ti vogliono bene, compresa me. Selene.
direttore
direttore :
19/01/2015 10:50
Grazie per la tua riflessione. Un abbraccio e ci vediamo il 6 marzo a Lucera. God bless you
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