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La storia del nostro amare, di Rocco D’Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 28/10/2017 18:13
La storia del nostro amare, più che le nostre storie d’amore...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

29 ottobre 2017. Abbiamo un po’ tutti la memoria corta; se poi, ci riferiamo alla memoria collettiva, il problema diventa ancor più grave. Dimentichiamo la nostra storia, le origini, i mali passati quanto il bene ricevuto. Dimentichiamo quello che ci è stato insegnato e testimoniato. E così via. Ha scritto Pietro Scoppola che “la storia, come gli storici sanno bene ‑ in contrasto con l'opinione corrente ‑ non dà lezioni, non detta comportamenti, non dice a nessuno cosa deve fare; ma solo aiuta, un poco, a capire che cosa siamo, lasciandoci tutta intera la responsabilità di scegliere, dopo averci messo in una posizione un poco più elevata, con la possibilità di un orizzonte più aperto”.

Ci si potrebbe approcciare a questo brano scrivendo, almeno mentalmente, una storia di come, quando, come e perché abbiamo amato “il Signore Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente”. E, allo stesso modo, di come abbiamo amato il prossimo. Cosa ci insegna la storia umana, ma anche la nostra personale e irripetibile storia. Qui la memoria corta di insinua, spesso sovrana.

E’ interessante notare che quando il buon Dio si esprime su uno degli amori più difficili, quello per gli stranieri (oggi volgarmente chiamati extracomunitari), precisa: “Non molesterai il forestiero né lo opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d’Egitto”(Es 20, 22). L’invito ad amare è rafforzato dal ricordare di aver avuto la stessa condizione disagiata. Gli italiani dovrebbero ricordare i ladri che sono migranti! Ma anche verso Dio l’amore è rafforzato dal ricordo, in questo caso del suo amore per noi, sempre e comunque. Uno tra i tantissimi brani: “Si sono rifiutati di obbedire e non si sono ricordati dei tuoi prodigi, che tu avevi operato in loro favore; hanno indurito la loro cervice e nella loro ribellione si sono dati un capo per tornare alla loro schiavitù. Ma tu sei un Dio pronto a perdonare, misericordioso e pietoso, lento all'ira e ricco di amore e non li hai abbandonati” (Neemia 9, 14).

Dobbiamo amare il buon Dio è il prossimo: è l'essenza della nostra fede. Ma, per farlo, ci può aiutare l’aver memoria. Memoria per le volte in cui il buon Dio ci ha attratto con il suo amore, ha pervaso corpo e anima con la dolcezza della sua cura per noi. Memoria per le volte in cui, nonostante i nostri limiti e peccati, abbiamo amato gli altri come noi stessi.

Ma c’è anche un altro esercizio di memoria da fare: ricordare parenti o colleghi che ci sono antipatici o odiamo, oppure cittadini stranieri che detestiamo. Cosa ci insegna la nostra storia? La grazia di Dio ci sostiene e ci rinnova quando impariamo dalle nostre sconfitte e facciamo tesoro dei nostri successi.

Ebbene la nostra vita, la nostra storia non dipende dai sentimenti negativi che abbiamo verso di loro. Quei sentimenti ci portano a morire. La nostra vita dipende dall'amore che nutriamo per loro. E l'amore per loro non ci verrà spontaneo, anzi! L'amore per loro è e sarà sempre un esercizio, cioè correggere e affinare parole, gesti e sentimenti perché esprimano amore, con l'aiuto di Dio. Una fatica, ma bella. Una bella storia...

Rocco D'Ambrosio


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Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo: Vico II Spineto, 2
(c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)
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