Tu sei qui: Home / In Parola / Pastori o mercenari, di Rocco D'Ambrosio

Pastori o mercenari, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 12/10/2015 09:23
Pastori o mercenari: un'opposizione che si comprende solo se si valuta il leader per quanto e chi ama.

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse: «Io sono il buon pastore. Il buon pastore dà la propria vita per le pecore. Il mercenario – che non è pastore e al quale le pecore non appartengono – vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde; perché è un mercenario e non gli importa delle pecore.
Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, così come il Padre conosce me e io conosco il Padre, e do la mia vita per le pecore. E ho altre pecore che non provengono da questo recinto: anche quelle io devo guidare. Ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge, un solo pastore.
Per questo il Padre mi ama: perché io do la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie: io la do da me stesso. Ho il potere di darla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo è il comando che ho ricevuto dal Padre mio»
(Gv 10, 11-18).

26 aprile 2015. Nel linguaggio di Gesù il leader è il pastore, che si oppone, come modello e come prassi, al mercenario. Il primo conosce le pecore, le ascolta, ne ha cura, le difende, le guida, le riconduce all’ovile, offre la vita per loro; il secondo ruba, uccide, distrugge, abbandona la scena e fugge via quando le pecore sono in pericolo. Detto altrimenti, il pastore ama, mentre il mercenario odia; il pastore si prende cura, il mercenario trascura.

Il discorso di Gesù sembra essere orientato a farci comprendere come l’amore sia qualità fondamentale ed essenziale, non solo nella normale vita cristiana, ma anche in quella di responsabilità, cioè dell’esercito del potere, nella Chiesa come nel mondo. Evangelicamente non si può concepire un potere, che non sia esercizio di amore concreto, sull’esempio del Cristo a cui il Padre ha dato ogni potere in Cielo e in terra, potere da lui esercitato per amore, sempre e comunque, sino alla fine, cioè al dono totale di sé. A margine ricordiamo che su questa linea concettuale s’inserisce la definizione cattolica della politica come “il campo della più alta carità” (Pio XI e Paolo VI).

Ci può essere anche utile la riflessione di Agostino, non solo per la sua nota profondità, ma anche per la straordinaria similitudine tra la crisi del suo tempo e la nostra. L’amore crea, “dà origine alla città”. L’amore è, quindi, la massima forza relazionale ed aggregante. E le due città, quella umana e quella divina, furono originate da due tipi amore.  Per quanto riguarda la città terrena, ciò che aggrega è “l’amore di sé fino all’indifferenza per Dio”; per la città celeste, invece, è “l’amore a Dio fino all’indifferenza per sé”.

Ringraziamo il Cielo per il dono di papa Francesco che non si stanca di esprimere la sua forte opposizione a ogni mercenario, corrotto o pedofilo che sia, per riportarci tutti alla fedeltà evangelica. La sua testimonianza sarà efficace solo nella misura in cui avremo il coraggio di smascherare tutti quei poteri che sono “amore di sé e indifferenza di Dio”, come dice Agostino. E questo, come diceva Ritter, richiede un grande “esercizio di ragione, diritto e morale”.

Rocco D’Ambrosio

Azioni sul documento
  • Stampa
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

Cercasi un fine 118.jpg

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 118
(2020- Anno XVI)

quadratino rosso Tema: Economia civile

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 118 è sull'ECONOMIA CIVILE. Il cartaceo è stato spedito; il PDF lo si trova qui si sopra nella home page.

 listing Il n. 119 è sul DIALOGO INTERRELIGIOSO  è in preparazione.

 listing Il n. 120 è sui DOVERI (si parla spesso di diritti: e i doveri? Cosa intendiamo per doveri? Esistono gruppi, culture e religioni che danno seria testimonianza sui doveri? Come educare ai doveri?)  testi da inviare entro il 30 aprile 2020.

Per il n. 120 lanciamo un’iniziativa per coinvolgere tutti i nostri lettori: Tweet on duty - Un tweet sul dovere

Ti chiediamo di rispondere a una sola di queste domande (indicando nome, cognome, lavoro, città) in maniera sintetica, praticamente non più dei 140 caratteri che si usano in un tweet, da inviare a associazione@cercasiunfine.it o sms o whatsapp al cell. 337 1031728
Ecco le domande, scegline solo una e rispondi!
1. Cosa ti spinge a fare il tuo dovere?
2. Cosa provi nel fare il tuo dovere?
3. Cosa ti aspetti quando fai il tuo dovere?
4. Quali difficoltà incontri quando fai il tuo dovere? 
Testi da inviare entro il 30 aprile 2020.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.