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La bellezza che sostiene, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 08/12/2020 01:03
"Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui. La scienza stessa non resisterebbe un minuto senza la bellezza”, scrive Fëdor Dostoevskij...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio». Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei. (Lc 1, 26-38).

8 dicembre 2020. Troppe cose brutte stiamo vedendo in questi giorni di pandemia. Forse né più, né meno di altri periodi storici, ma la memoria li continua a conservare e noi non riusciamo a distaccarci: sofferenze, morti improvvise, poveri esclusi, maltrattati e umiliati, la natura saccheggiata e distrutta e via discorrendo. Quante brutture! 

Oggi è la festa di Maria Immacolata, colei che noi chiamiamo Tota pulchra, Tutta bella. Cantare, di Maria, Tutta bella sembra quasi una sfida: lei veramente bella, ma noi? Che facciamo con le nostre brutture? Spesso ripetiamo la frase di Fëdor Dostoevskij: la bellezza salverà il mondo. Ma intanto il mondo continua a sfornare brutture. La bellezza di Maria sempre tanto lontana, quasi impossibile come modello per l’oggi. Certo non possiamo godere del privilegio di Maria: essere preservati da sempre e per sempre da ogni contaminazione di peccato e bruttura. Ma possiamo fare un cammino di riscoperta e conferma della bellezza che è in noi. Si,  perché in ogni donna e in ogni uomo, anche nei più brutti e cattivi, esistono germi di bellezza, magari soffocati o non sviluppati.

Il brano dell’Annunciazione fa pensare a una giovanissima donna impaurita ma aperta a capire il piano di Dio per lei. Non è pronta, non sa tutto, non è sicura, ma si turba, si interroga, chiede spiegazioni. La bellezza in lei non splende immediatamente, non è un effetto cinematografico. E’ il frutto di un cammino. E’ una disposizione interiore. E’ il desiderio di volere bellezza e di cercare di non perderla mai. Anche in questi tempi difficili: tutto continua a vivere perché c’è bellezza. 

E’ Fëdor Dostoevskij nei Demoni a darne ancora testimonianza: “Sono un vecchio che ha finito di vivere,  dichiaro solennemente che lo spirito della vita soffia come prima e che la forza vitale non si è disseccata nella giovane generazione. L’entusiasmo della gioventù contemporanea è puro e luminoso come quello dei nostri tempi. E’ accaduta soltanto una cosa: un cambiamento degli scopi, la sostituzione di una bellezza con un’altra! Tutto l’equivoco sta nel capire che cosa sia più bello: Shakespeare o un paio di stivali, Raffaello o il petrolio” (…). “Ma io dichiaro – gridò Stepan Trofimivic all’ultimo stadio del furore – ma io dichiaro che Shakespeare e Raffaello stanno al di sopra della liberazione dei servi della gleba, al di sopra di ogni nazionalità, al di sopra del socialismo, al di sopra della giovane generazione… (…). L’umanità può vivere senza la scienza, può vivere senza pane, ma soltanto senza la bellezza non potrebbe più vivere, perché non ci sarebbe più niente da fare al mondo! Tutto il segreto è qui, tutta la storia è qui. La scienza stessa non resisterebbe un minuto senza la bellezza”.

Rocco D’Ambrosio

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