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In cerca del nuovo, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 17/09/2015 17:06
Tutti abbiamo desiderio di vedere segni nuovi. Ci sono anche oggi? Si che ci sono. Li accogliamo o ci scandalizziamo quando ne siamo partecipi?

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Giovanni, che era in carcere, avendo sentito parlare delle opere del Cristo, per mezzo dei suoi discepoli mandò a dirgli: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Gesù rispose loro: «Andate e riferite a Giovanni ciò che udite e vedete: I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Mentre quelli se ne andavano, Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che vestono abiti di lusso stanno nei palazzi dei re! Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”.
In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui»
(Mt 11, 2-11).

15.12.2013: Non è facile gestire una novità, sia essa personale o sociale, politica o religiosa. E' sempre stato così. Ai tempi di Gesù, come ci racconta il brano, Giovanni desidera la certezza che Gesù fosse veramente il nuovo che era atteso. Gesù stesso e' chiamato a rendere testimonianza su Giovanni e la novità della sua persona e della sua profezia.

E' stato scritto tanto sull'attesa del nuovo, sulle aspettative personali e sociali. Esse sembrano essere opposte, alcune volte inversamente proporzionali, alle resistenze dei gruppi e delle istituzioni nell'accogliere la novità. In termini semplici: la gente attende e vuole il cambiamento; le istituzioni rimandano e non vogliono rinnovarsi. In altri termini: profezia contro istituzioni, cambiamento contro tradizione. Niente di nuovo sotto il sole (Qo 1,9).

Il Vangelo sembra darci una traccia per non rimanere confusi in questa opposizione storica, oppure delusi perché, nonostante profeti e novità, non cambia niente.

Tutti abbiamo desiderio di vedere segni nuovi. Ci sono anche oggi? Si che ci sono. Li accogliamo o ci scandalizziamo quando ne siamo partecipi? Sembra così strano che, spesso, per quanto desideriamo novità e cambi personali e sociali, poi siamo i primi a rifiutarli. Siamo come quei piccoli che sono così insistenti nel chiedere quanto delusi e distratti quando ottengono. Negli ultimi giorni lo pensavo relativamente a Nelson Mandela e papa Francesco. Il loro impegno profetico e di rinnovamento civile ed ecclesiale non sempre è stato accolto e seguito. Molti si sono scandalizzati di loro. Non solo le istituzioni, spesso anche i singoli cittadini e fedeli.

Un'ultima considerazione. Gesù per quanto esalti la novità del Battista per quanto afferma il suo essere piccolo rispetto al Regno: In verità io vi dico: fra i nati da donna non è sorto alcuno più grande di Giovanni il Battista; ma il più piccolo nel regno dei cieli è più grande di lui. Bisogna desiderare e accogliere ogni autentica novità, ma nell'ottica di fede, direbbe Bonhoeffer, tutto è penultimo ristretto al Regno. Il Regno di Dio non è solo criterio per poter discernere l'autentica novità dalle falsità e imposture, ma è anche il termine ultimo verso cui orientare tutto. Passerà tutto, il cielo e la terra, i gruppi e le istituzioni, le attese e le speranze, i segni e le promesse... Resterà solo il buon Dio, tutto in tutti (1 Cor 15, 28). Lui, unica novità che è già dentro di noi e nessuno può strapparci.

 

Rocco D'Ambrosio

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