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Il valore del corpo, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 14/08/2021 19:39
La festa di Maria Assunta in Cielo è occasione per riflettere sulla nostra realtà corporea, destinata al Cielo...

 

Il Vangelo odierno: In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. 
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse: 
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.
(Lc 1, 39-56).

15 agosto 2021. Il Signore, per singolare privilegio, ha voluto assumere Maria in cielo, in corpo e anima. Facendo ciò ha voluto indicarci la nostra meta: partecipare della gloria del Paradiso, in corpo e anima. È, quindi, una festa un po' difficile da far nostra, per diversi motivi. Tra questi, innanzitutto, il fatto che riflettiamo poco sulla meta finale, cioè il Regno di Dio, e, ancor più, colleghiamo raramente esso alla nostra realtà corporea. In altri termini di Paradiso parliamo poco e non certo per dire che ci andremo anche con il nostro corpo.

La nostra realtà corporea è spesso sottoposta ad estremismi di ogni tipo (eccessi di fatica o di riposo, di cure o di trascuratezza, di attenzioni o di superficialità). Gli estremismi non sono affatto cristiani. Il Signore vuole che compiamo "grandi cose" non solo spirituali ma anche fisiche. Scrive papa Francesco nella Laudato si’: “Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora” (n. 3).

Non riesco a capire se l’esperienza della pandemia ci sta aiutando ad avere più rispetto del nostro corpo, dell’ambiente oppure l’ansia di chiedere al più presto questo periodo sia preludio del ritornare a come eravamo prima. Ciò sarebbe un vero disastro. Abbiamo bisogno di ripensare la felicità del nostro vivere, la sua salute, l’ambiente in cui viviamo e l’impegno a salvaguardare noi stessi e la natura.

Scrive ancora papa Francesco nella Laudato si’: “bisogna riconoscere che il nostro corpo ci pone in una relazione diretta con l’ambiente e con gli altri esseri viventi. L’accettazione del proprio corpo come dono di Dio è necessaria per accogliere e accettare il mondo intero come dono del Padre e casa comune; invece una logica di dominio sul proprio corpo si trasforma in una logica a volte sottile di dominio sul creato. Imparare ad accogliere il proprio corpo, ad averne cura e a rispettare i suoi significati è essenziale per una vera ecologia umana” (n. 155). 

Il tutto nella quotidianità. Non parlo di fatti eccezionali, ma del semplice dare lode a Lui, vivendo in un'unità armonica di ogni nostra dimensione. Ciò non è mai un dato acquisito ma una meta continua. Il Signore ci salva in tutte le dimensioni fondamentali: fisica, intellettuale ed emotiva. Non solo ci salva in esse, ma desidera che gli rendiamo lode con tutto le nostre forze, fisiche, intellettuali ed emotive.

Forse questo può essere, in un periodo di riposo, un buon motivo per scambiarsi degli auguri: desiderare non solo di essere in salute fisica e morale ma di poter rendere lode a Lui sempre, come Maria, e con tutto se stessi.

Rocco D’Ambrosio

 

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Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo:

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Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


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Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
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