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Il potere dato ai cristiani, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 26/05/2018 12:32
La parola potere non è affatto comoda. Abbiamo tante ragioni, storie ed esperienze per dubitare di coloro che esercitano il potere...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono.

Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28, 16-20).

26 maggio 2018. Colpiscono molto le parole del Signore: “A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra”. La parola potere non è affatto comoda. Abbiamo tante ragioni, storie ed esperienze per dubitare di coloro che esercitano il potere, spesso iniziando anche con proclami di buone intenzioni, ma poi diventando dispotici e cattivi, persino nella comunità cristiana. Gli scenari italiani attuali non aiutano affatto. Ben calzano le parole di papa Francesco: “La crisi attuale non è solo economica e finanziaria, ma affonda le radici in una crisi etica e antropologica. Seguire gli idoli del potere, del profitto, del denaro, al di sopra del valore della persona umana, è diventato norma fondamentale di funzionamento e criterio decisivo di organizzazione”. Parole sante…

Il potere, Gesù, lo ha e certamente non è quello umano: viene dal Padre ed è la forza della sua missione. I poteri umani spesso, molto spesso, hanno ben poco della bontà di Dio. Un buon modo per purificare i poteri umani, i nostri piccoli o grandi poteri della vita è quello - come insegna Guardini - “di riflettere sul significato del potere e sul suo fine”. Il significato profondo del potere di Gesù è il piano del Padre. Egli opera perché il Padre opera in lui e per mezzo di lui (Gv 5). Non c’è nessuna autoreferenzialità o mania di grandezza nel potere Gesù: è pura obbedienza e docilità al Padre. E il fine del suo potere è ancora quello del Padre: salvare tutti, operare misericordia e promuovere riconciliazione.

Mi chiedo spesso, guardando le scene nostrane di potere se i cattolici, attualmente impegnati in politica (lo stesso dicasi per il potere nella Chiesa e in ogni ambito mondano), siano consci di questa particolare testimonianza: considerare il potere come un dono affidatoci per fare del bene. Scriveva Paolo VI: “Si può tenere una carica in alto grado per bravura; per autorità; o per umiltà, facendo sommessamente meglio che si può il proprio dovere, senza far conto dei risultati e confidando in Dio. Io scelgo per questa via”.

Ora, dal giorno della sua ascensione al cielo, il potere di Gesù è dato a noi: possiamo fare discepoli nel suo nome. Possiamo continuare la sua opera perché ci assicura: “Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Di fatti, in questo caso come in tutti gli altri, non abbiamo nessun potere che non ci sia stato dato. Lo ricorda Gesù a Pilato: “Tu non avresti alcun potere su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall’alto” (Gv 19). Siccome ci è dato Gesù può anche togliercelo. Non è scritto da nessuna parte che godiamo del suo potere sempre. Molte volte il Signore lo ritira da noi. Quando? Quando operiamo per noi e non per Lui, nel nostro nome e non nel suo nome, per la nostra gloria e non per la sua. Tutto ciò non ci permetterà di varcare il Cielo dove Gesù è asceso.

Rocco D’Ambrosio

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