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Il Natale e gli atei devoti, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 22/12/2018 12:06
Oltre le strumentalizzazioni del Natale, resta il Cristo che Maria porta in grembo...

 

Il Vangelo odierno: In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto» (Lc 1, 39-45).

23 dicembre 2018. Una visita a una parente, i saluti, le voci che raggiungono i bambini in grembo. Su questa trama umana, tenera e amorevole, si innesta la storia di Dio, il suo volere nel colmare di Spirito una giovane e donare al mondo il Salvatore. Qualsiasi riflessione di ordine “alto”, cioè teologico e salvifico, che noi facciamo, non può prescindere dalla semplicità dell’evento. Due donne si incontrano perché la giovane vuole prestare un servizio all’anziana, in cinta come lei.

E’ un momento semplice, essenziale, ordinario, ma che manifesta un amore senza misura. Semplicità e amore qui sono un tutt’uno, tanto da poter affermare che Dio c’è, senza ombra di dubbio. Dio c’è nella sollecitudine di Maria, nella sorpresa di Elisabetta, nel sussulto del Battista in grembo a sua madre, nel silenzio di Gesù nel grembo di Maria. Dio c’è perché c’è semplicità e amore.

Per noi è, e resta questo, il Natale. Poi ci sono tante polemiche: presepi da fare o meno, Gesù da considerare migrante o meno, significati da attribuire al Natale… Si moltiplicano le precisazioni (pseudo-dotte) su Gesù migrante oppure no. Qualcuno dimentica che i precedenti papi lo avevano già sottolineato. Ma ciò non conta. Ciò che conta, per i pseudo esperti, è denigrare papa Francesco. A dir poco sono ridicoli e stucchevoli.

Quante chiacchiere. Quante strumentalizzazioni. Una politica morta e asfittica si aggrappa a tutto pur di guadagnare consenso. Se Elisabetta, Maria e i loro piccoli e famiglie avessero ascoltate tutte queste chiacchiere inutili, certamente avrebbero cambiato località per far nascere i loro bimbi.

E’ Natale così. In una visita. Nell’accoglienza, nel servizio a chi ha meno di me, a chi ha bisogno di me, a chi mi tende la mano. Coloro che vogliono altro dal Natale, dovrebbero semplicemente avere la decenza di tacere. Questi chiacchieroni sembrano essere i paladini dell’autentico cristianesimo, ora, più precisamente, del presepe e delle tradizioni cristiane. Sono ancora quelli che Beniamino Andreatta acutamente definiva atei devoti. Il Natale è qualcosa per credenti, non per atei, devoti e non. Il Natale, come insegna Maria… si porta in grembo e lo si dona al mondo.

Rocco D’Ambrosio

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