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Il Battista e la mitologia politica, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 12/12/2020 17:05
Agli israeliti, specie ai capi, Giovanni Battista rivolse forti richiami alla conversione, invitandoli ad avere una misura sobria di se stessi. Giovanni era tutt’altro che un populista, o un demagogo o un salvatore della patria...

 

ll Vangelo odierno: Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. (Gv 1, 6-28).

13 dicembre 2020. Per preparare la sua venuta, il Signore, sceglie una figura scomoda: Giovanni Battista. Egli è il più grande tra i nati di donna, come lo definisce Gesù. In un periodo storico, in cui l’aquila romana dominava con arroganza sui territori occupati, il Battista seppe denunciare con forza le gravi contraddizioni di un potere fortemente corrotto, sia in termini relazionali, che politici. Ad Erode non furono risparmiati moniti e invettive, essendo signore nell’arte degli abusi e delle nefandezze. Agli israeliti, specie ai capi, Giovanni rivolse forti richiami alla conversione, invitandoli ad avere una misura sobria di se stessi. Giovanni era tutt’altro che un populista, o un demagogo o un salvatore della patria. 

Non è solo un problema politico è un problema istituzionale generale. Non abbiamo autentici leader perché non li formiamo - né si autoformano - ad essere autentici, a pagare per quello che credono, a cercare più coerenza che appartenenza, più sostanza che visibilità mediatica. E la crisi pandemica ha almeno qualche aspetto positivo: ci mostra i leader di tutte le istituzioni più a nudo che mai! 

Non nasceranno profeti da un tessuto umano, che pensa solo al proprio benessere e che, al massimo, tutela i vicini e le persone care. In questo clima di egoismo la profezia sul potere nasce difficilmente e facilmente muore. Giovanni Battista è genuinamente non curante di sé e credo, anche per questo, può essere fedele alla sua missione: è stato messo al mondo e deve lavorare per preparare la strada al Cristo. Noi non siamo Giovanni Battista, non abbiamo una missione così alta e impegnativa, ma abbiamo una missione! Essa è autentica nella misura in cui ci distraiamo da noi stessi e prepariamo la strada al Cristo o, direi ai miei amici non credenti, prepariamo la strada a tutto ciò che è buono e giusto e ispira la nostra vita.

«Vi prego di fare un certo sforzo per superare il metodo della mitologia politica. Non ci sono uomini straordinari. Vi dirò di più, non ci sono uomini dentro il partito e fuori pari alla grandezza del problema che ci sta di fronte. Bisogna presentarsi dinanzi agli avvenimenti esterni ed interni con l’umiltà di riconoscere che essi superano la nostra misura… Per risolvere i problemi vi sono vari metodi: quello della forza, quello dell’intrigo, quello dell’onestà… sono un uomo che ha l’ambizione di essere onesto. Quel poco d’intelligenza che ho la metto al servizio della verità… mi sento un cercatore, un uomo che va a ricercare i filoni della verità della quale abbiamo bisogno come l’acqua sorgente e viva delle fonti. Non voglio essere altro». Lo diceva Alcide De Gasperi a un Convegno DC nel 1945.

Certamente sarà un Natale più contenuto, più intimo che pubblico. E’ l’occasione buona per fermarci un attimo a pensare a chi stiamo facendo strada: a noi stessi o al Cristo? Nel primo caso non arriveremo mai alla grotta di Betlemme. Lì non c’è mitologia politica, lì populisti, demagoghi e salvatori della patria non ci hanno mai messo piede. Lì c’è tutt’altra musica, tutt’altra gente, tutt’altra aria.

Rocco D’Ambrosio

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