Tu sei qui: Home / In Parola / I frutti nella vita che passa, di Rocco D'Ambrosio

I frutti nella vita che passa, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 08/05/2021 10:54
Dobbiamo pensare, saggiamente e senza esagerazioni, che la vita è fragile, che possiamo perderla da un momento all’altro, pandemia o altro, non importa. Tutto questo non per angosciarci ma per recuperare la misura della nostra vita...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.
Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». 
(Gv 15, 9-17).

 

9 maggio 2021. Forse in questo periodo di pandemia abbiamo visto molte, moltissime morti, ma abbiamo riflettuto, specie come cristiani, molto ma molto poco sulla morte. Partiamo, allora dal brano odierno, dicendo che forse non c'è persona sulla faccia della terra che non voglia, dopo la sua morte, continuare a "vivere quaggiù" magari nelle opere che ha realizzato, in ciò che faranno i suoi figli e nipoti, nel ricordo che la storia, piccola o grande, gli riserverà. In fondo ciò è anche bello: è il nostro desiderio di non morire, è la voglia di generare per sempre, è la forza dell'istinto di conservazione. 

Ovviamente ciò che è naturale ha le sue degenerazioni. E allora ci ritroviamo con politici, responsabili di comunità di fede religiosa o di istituzioni varie, capi e leader di ogni dove e quando, che si sentono "salvatori della patria", iniziatori di una nuova era, destinati a non morire mai, per le opere che realizzano e per il ricordo che si avrà di loro. Ma non vale solo per i “grandi” di questa terra, vale anche per la cosiddetta gente comune. L’IO di ognuno di noi è sottoposto a fortissime tentazioni di ipertrofia, cioè crescita a dismisura. Trovare persone umili e misurate, modeste e riservate è ormai impresa molto difficile. Non c'è solo da studiare. Ci sarebbe anche tanto da ridere per quanto leader e cittadini siffatti diventano pacchiani e stucchevoli nel sentirsi eterni; se poi, pensiamo ai danni che fanno, c'è solo da piangere. 

«La vanità - scriveva Pascal - è così radicata nel cuore dell'uomo che un soldato, un manovale, un cuoco, un facchino si vanta e vuole avere i suoi ammiratori: anche i filosofi ne vogliono; e quelli che scrivono contro la gloria vogliono avere la gloria d'aver scritto bene; e quelli che li leggono vogliono avere la gloria di averli letti; e forse anch'io che scrivo queste cose ne ho voglia; e forse quelli che mi leggeranno...».

Allora dobbiamo pensare, saggiamente e senza ansie, che la vita è fragile, che possiamo perderla da un momento all’altro; pandemia o altro, non importa. Tutto questo non per angosciarci ma per recuperare la misura della nostra vita. Ha scritto Carl Gustav Yung che una persona "che non si ponga il problema della morte e non ne avverta il dramma, ha urgente bisogno di essere curata".

Per pensare alla morte con serenità e responsabilità chiediamoci: Chi siamo? Non siamo servi, schiavi alla mercé di un padrone dispotico e imprevedibile. Siamo amici del Signore. Siamo nelle sue mani, sempre. Vantiamoci di questo e non del nostro IO smisurato e delle sue vanità passeggere. 

Se riusciamo a controllare il nostro IO ingombrante possiamo riproporre la domanda in maniera sensata e umile: nella nostra vita i frutti degli affetti, del lavoro, delle relazioni sono per sempre? Credo che il Signore Gesù non abbia mai condannato il nostro desiderio che restino; ovviamente non ci sono dubbi sul suo NO a protagonismi, autorefenzialità, sentimento di onnipotenza e via discorrendo.

 "Vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga". Il portar frutti, in ogni ambito di vita, è un dono di Dio, rivela l'immagine di Dio Creatore in ognuno di noi. Quindi i soli frutti che rimangono sono quelli maturati in Lui e per mezzo suo. Ciò significa ricordarsi continuamente di essere strumenti, e non fine, di un piano più grande di noi, cioè la volontà di Dio. E anche in piena pandemia dobbiamo portare frutti di giustizia e di amore, di pace e cura degli altri. E’ questo, e solo questo, che ci farà entrare in Cielo, perché Gesù è risorto e ci porterà accanto a sé solo se presenteremo questi frutti. 

Rocco D'Ambrosio

 

Azioni sul documento
  • Stampa
Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

Sesto libro della collana di Cercasi un fine


La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

 Quinto libro della collana di Cercasi un fine


Attrezzarsi per la città

Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

Meditando in video
Un video per scoprire le nostre attività: scuole di politica, giornale e sito web, collana di libri, incontri e seminari, scuola di italiano per stranieri... benvenuti in Cercasi un fine!
Cercasi un fine. Presentandoci
2020
13th of January 2020, BBC interviews our Director Rocco D'Ambrosio on the case of the book of Ratzinger-Sarah
Il nostro direttore Rocco D'Ambrosio intervistato dalla BBC
2020
Di più…
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002, una rete di scuole di formazione politica, un gruppo di amici stranieri e volontari per l'insegnamento della lingua italiana. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

Una presentazione sintetica delle nostre attività la trovi nel video qui 

altre info su

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 122
(2021- Anno XVII)

quadratino rosso Tema: Tutti pazzi per i sociale?

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

 listing Il n. 123 è sulla RINASCITA (1. Cosa vuol dire “rinascita” dopo la crisi sanitaria? 2. Positività e negatività della crisi sanitaria nel lavoro, scuola, famiglia, politica, sanità, economia, ambiente? 3. Cosa vuol dire sperare in un futuro migliore?): in preparazione.

 listing Il n. 124 è su Il Pianeta che vogliamo (1. Che rapporto c'è tra la pandemia e la situazione ambientale? 2. Nuove politiche industriali e del lavoro e impatto sull'ambiente? 3. Cosa cambiare negli stili di vita? 4. Quale il contributo delle religioni?) Testi da inviare da entro 31 maggio 2021.

 listing Il n. 125 è sulla Repubblica "post Covid e tante risorse"  Testi da inviare da entro 31 agosto 2021.

Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.