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Gli sguardi dei leader, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 13/01/2018 17:58
Fu Gesù un leader? Certamente. Ma di quale tipo? Per chi ci crede: il migliore mai esistito, colui che ha sintetizzato il meglio umanamente possibile. Proviamo a seguire quanto scrive questo brano...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù.
Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro
(Gv 1, 35-42).

14 gennaio 2018. Siamo in piena campagna elettorale. Una bella occasione per raccogliere frutti, se abbiamo seminato. Un momento di confusione e depressione se non abbiamo seminato affatto. Sono in moli, tra amici e conoscenti, a chiedermi un confronto su questi temi: molto difficile perché abbiamo seminato poco in termini di formazione (umana, etica e tecnica) della classe dirigente. Il panorama è desolante. Ci può consolare il Vangelo di questa domenica?

Stiamo per votare dei rappresentanti e, in diversi casi, nonostante il panorama, dei leader. Diciamo leader, ma si può chiamare, a seconda dei casi, anche capo, maestro, responsabile, testimone, personalità, pastore, guida e così via. È capace di attrarre e avere dei seguaci servendosi di capacità fisiche, o intellettuali, o emotive, o, in genere, di tutte e tre, in diverse combinazioni. La leadership è una tematica difficile, presenta molti aspetti e fare sintesi è impresa ardua. Del resto qui essa non ci interessa tanto. Qui ci interessa Gesù.

Fu Gesù un leader? Certamente. Ma di quale tipo? Per chi ci crede: il migliore mai esistito, colui che ha sintetizzato il meglio umanamente possibile. Proviamo a seguire quanto scrive questo brano per ricordare o imparare qualcosa sulla sua leadership. Il brano ha un elemento fondamentale: gli sguardi. Sono quelli di Giovanni, dei discepoli, di Gesù, di Andrea, di Simone. Sono tutti intenti, curiosi, interessati, carichi di emozioni, destinati a Gesù o da lui provocati.

Forse questi sguardi hanno tanto da insegnare sia a chi leader lo è già, sia a chi lo vuole diventare, sia a chi ricerca veri leader ed è stanco di essere preso in giro da mezze figure, venditori di tappeti e di promesse, di riduttore di tasse e di inventori di riforme strampalate. Ascoltandoli, se ci resta ancora un po di analisi critica, non si mai se ridere o piangere.

Ma ritorniamo al guardare. Un leader guarda negli occhi. Non li fugge, anzi li cerca per comunicare in maniera profonda. Ha detto Francesco: "Io riesco a guardare le singole persone, una alla volta, a entrare in contatto in maniera personale con chi ho davanti. Non sono abituato alle masse".

Il leader cerca il cuore delle persone attraverso gli occhi. Perché, come diceva il card. Newman, cor ad cor loquitur, il cuor parla al cuore. E Gesù parla al cuore. Parla al cuore perché non vende frottole e soluzioni facili ma invita alla ricerca: Venite e vedrete. Gesù parla al cuore perché ci pensa singolarmente e ha un progetto per ognuno di noi. L'incontro con lui non è un evento, nel senso mediatico, ma determina un evento perché apre la nostra povera vita a nuovi orizzonti.

Rileggere le pagine del Vangelo ci deve dare una profonda nostalgia per la vera leadership. Non solo ci deve portare ad amare di più il Cristo, ma ci deve far diventare scaltri su questo mondo. Di leader veri, oggi come nel passato, ce ne sono pochi Molti, presunti tali, non solo non guardano negli occhi, né parlano al cuore, ma hanno la loro testa e il loro cuore così pieni di sé, da non poter guidare nessuno verso bellezza, bontà e giustizia in questa vita. Per il semplice fatto che non le hanno mai scoperte, non sanno dove abitano e sono capaci di condurre solo a se stessi. Gesù non è così, anche pochissimi altri leader non sono così - ci valga come vademecum per le elezioni, se mi è concesso. Ringraziamo il Cielo perché c'è ancora qualcuno che fissa lo sguardo su di noi e ci apre nuovi orizzonti. Di bellezza, bontà e giustizia.

Rocco D'Ambrosio

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Paolo Iacovelli
Paolo Iacovelli :
14/01/2018 10:28
Mi riempi di gioia quando, con le tue parole, riesci ad aprire non solo le menti ma anche il cuore delle persone. Difatti, quando si fa relazione lo sguardo è più loquace di tanti concetti espressi con le parole: con lo sguardo si cerca, si comunica affetto e simpatia, dolore e dispiacere, si rimprovera…grazie sempre della tua amicizia. Paolo
direttore
direttore :
16/01/2018 08:07
Grazie Paolo per le cose belle che scrivi. Che il buon Dio ci aiuti sempre a costruire relazioni autentiche. God bless you, my dear
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