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Forza dall'alto

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/07/2016 16:26
E’ così profondamente umano vivere momenti in cui non abbiamo forze, di ogni tipo: fisiche, intellettuali, emotive, relazionali. E cosa è dell'aiuto dello Spirito?

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
(Gv 21, 20-25).

19.5.2013. E’ così profondamente umano vivere momenti in cui non abbiamo forze, di ogni tipo: fisiche, intellettuali, emotive, relazionali. E il problema si accresce quando colui/colei che ci potrebbe aiutare è lontano/a, per un motivo o per un altro. Potrebbe essere questo doppio sentimento (scarsezza di forze e bisogno di un aiuto vicino) ad aver portato Gesù a presentarci lo Spirito come colui che ci soccorre, prende le nostre difese (paraclito sta per avvocato) e riempie il vuoto della presenza di Gesù.

“Gesù premette che è a tutto vantaggio dei discepoli se egli se ne va, perché solo con la sua partenza sarà possibile la venuta del Paraclito (v. 7). Gesù tesse qui l'elogio della distanza, la quale paradossalmente rende possibile una forma di presenza più forte e più efficace di quella fisica. La persona fisicamente assente infatti, se è una persona cara, è circonfusa di un alone di memoria devota, di desiderio di fedeltà e di comunione. Ed è lo Spirito che è capace di far sentire la presenza più piena dell'assente: nel caso di Gesù è lo Spirito” (Giancarlo Biguzzi).

Non so che tipo di relazione abbiamo con lo Spirito di Dio. Generalmente abbiamo difficoltà a “distinguere”, nella nostra vita di fede, le Persone della Trinità e ci rivolgiamo al buon Dio magari chiamandolo “Signore”, “Dio mio”, quindi facendo poca distinzione tra le tre persone. Niente di grave, almeno penso. Ci potrebbe aiutare l’invocare lo Spirito come forza, quando viviamo momenti di debolezza… Ma è solo una proposta di traccia.

Infine penso che non vada trascurato l’ulteriore riferimento di Gesù: lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Gesù conosce la nostra limitatezza nel comprendere e nel ricordare. Senza dire, poi, che diversa nostra debolezza ha a che fare con vuoti di comprensione e memoria. Forse è una delle opere più difficili dello Spirito in noi. Non perché Lui non opera ma perché manchiamo di quella umiltà nel riconoscere la limitatezza del nostro capire e ricordare, come manchiamo anche della docilità nel farci guidare da Chi sa e ricorda molto meglio di noi. Guai però a pensare che l’agire dello Spirito sia simile a quello umano. Lo Spirito santo - scriveva Primo Mazzolari - non ha granai, non ha banche, industria pesante, eserciti, aviazione, marina, clientele… non ha niente e muove tutto, e dove l’uomo  è passato distruggendo, egli, in silenzio, fa rigermogliare ogni cosa”.

Rocco D'Ambrosio

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