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Fede e paure, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 13/05/2017 17:55
Che senso hanno le parole di Gesù: "non sia turbato il vostro cuore"? Lavorare sulle proprie e altrui paure è un lavoro che richiede diverse energie...

 

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molte dimore. Se no, vi avrei mai detto: “Vado a prepararvi un posto”? Quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, verrò di nuovo e vi prenderò con me, perché dove sono io siate anche voi. E del luogo dove io vado, conoscete la via».
Gli disse Tommaso: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». Gli disse Gesù: «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto».
Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre. Come puoi tu dire: “Mostraci il Padre”? Non credi che io sono nel Padre e il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico da me stesso; ma il Padre, che rimane in me, compie le sue opere.
Credete a me: io sono nel Padre e il Padre è in me. Se non altro, credetelo per le opere stesse.
In verità, in verità io vi dico: chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste, perché io vado al Padre». (Gv 14, 1-12).
14 maggio 2017. Casa, posto, via, incontri: sono termini che danno sicurezza: il primo di essi in assoluto. E non a caso, nel brano odierno, sono opposti a: turbamento, smarrimento, ricerca dell'altro. Nella vita non mancano i motivi per essere turbati: problemi familiari o lavorativi o relazionali; piccole e grandi preoccupazioni per il mondo attorno a noi o per quello globale. Che senso hanno le parole di Gesù: "non sia turbato il vostro cuore"? Lavorare sulle proprie e altrui paure è un lavoro che richiede diverse energie: psichiche, morali, intellettuali, spirituali. La fede può essere di grande aiuto, ma questo non è automatico.
Nel testo evangelico Gesù non solo ci invita a non turbarci ma ci rassicura dicendoci che va a prepararci un posto, che è la via, la verità e la vita, che addirittura ci permetterà di compiere opere più grandi delle sue. Questo è certamente vero, noi lo crediamo ma... Comunque siamo turbati, comunque ci perdiamo nei nostri piccoli o grandi problemi, comunque ascoltiamo ammirati vite di santi che hanno avuto fede e forse ci diciamo che noi non ne saremo mai capaci. Spesso penso che la mia, la nostra fede è come se fosse sospesa tra una nascita e una maturità che tarda a venire. Scoraggiarci per questo? Turbarci perché siamo turbati? Magari innestando un dannoso circolo vizioso in cui rispondiamo alla mancanza di fede con forte ripiegamento su noi stessi? Penso che questa strada non porti a nulla, anzi ci faccia più male del non aver fede.
Impariamo da Tommaso e da Filippo. Chiediamo al Signore le cose più ovvie, anche quelle che dovremmo già sapere ma che abbiamo dimenticato o trascurato. Chiediamo al Signore di conoscere la via, di mostrarci il Padre, di poter fare opere anche più grandi. Chiediamolo non in maniera retorica, non stancamente, ripetendoci la risposta in mente prima ancora di formulare la domanda. Chiediamolo perché siamo smarriti e turbati. Chiediamolo per ascoltare cosa ci dice. Chiediamolo per imparare, non per discutere. Forse questo ci aiuterà a turbarci meno e ad avere più fede...
Rocco D'Ambrosio

 

 

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Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

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