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Fede e giustizia, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 11/02/2017 15:05
Non è molto facile riflettere sul compimento della legge in un contesto, come il nostro italiano, dove di legalità e rispetto per la legge c'è ne sono veramente poche...

 

ll Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli.
Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio”. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!
Avete inteso che fu detto: “Non commetterai adulterio”. Ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel proprio cuore.
Se il tuo occhio destro ti è motivo di scandalo, cavalo e gettalo via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo venga gettato nella Geènna. E se la tua mano destra ti è motivo di scandalo, tagliala e gettala via da te: ti conviene infatti perdere una delle tue membra, piuttosto che tutto il tuo corpo vada a finire nella Geènna.
Fu pure detto: “Chi ripudia la propria moglie, le dia l’atto del ripudio”. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, eccetto il caso di unione illegittima, la espone all’adulterio, e chiunque sposa una ripudiata, commette adulterio.
Avete anche inteso che fu detto agli antichi: “Non giurerai il falso, ma adempirai verso il Signore i tuoi giuramenti”. Ma io vi dico: non giurate affatto, né per il cielo, perché è il trono di Dio, né per la terra, perché è lo sgabello dei suoi piedi, né per Gerusalemme, perché è la città del grande Re. Non giurare neppure per la tua testa, perché non hai il potere di rendere bianco o nero un solo capello. Sia invece il vostro parlare: “sì, sì”, “no, no”; il di più viene dal Maligno»
(Mt 5, 17-37).

12 febbraio 2017. Non è molto facile riflettere sul compimento della legge in un contesto, come il nostro italiano, dove di legalità e rispetto per la legge c'è ne sono veramente poche. Eppure, non per questo, dobbiamo esonerarci dall'accogliere quanto Gesù ci insegna.

Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. E' una presa di posizione chiara e netta: la legge ebraica va perfezionata. Tuttavia non è da abolire. E' solo da riformare. Potremmo dire questo per ogni legge: non è perfetta ma è perfezionabile.

Nel nostro caso colui che la perfeziona è Gesù. Quindi l'approccio alla legge si sposta su un piano diverso. Non stiamo parlando di legalità e rispetto della legge, che si fanno difficilmente strada, nel Belpaese, tra illegalità e strafottenza verso le regole; stiamo parlando, invece, di adesione al Figlio di Dio, al suo vangelo e alla sua salvezza. Chi lo vuole seguire deve andare oltre alcuni precetti, sani ma imperfetti, giusti ma mancanti. Il tutto è concettualmente raccolto nei vari Avete inteso che fu detto ... Ma io vi dico. Non è un discorso facile, tuttavia non impossibile.

La chiave per entrarci sembra essere racchiusa nell'ammonimento Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli. Ricordiamo che la giustizia degli scribi e dei farisei era molto legata a un dare per ricevere, il do ut des. Essi davano a Dio - in termini di culto, preghiere, tributi e gesti esteriori - e si aspettavano, spesso pretendevano, di ricevere dal buon Dio quanto era promesso, in termini di salvezza, perdono e protezione. Gesù dichiara esaurita e sterile questa forma di giustizia. Bisogna superarla per entrare nel regno dei cieli.

Non siamo scribi o farisei per appartenenza di popolo, ma alcune volte lo siamo per condivisione di difetti. E i nostri ambienti più sono burocratizzati (si pensi alla politica, all'ambiente cattolico o di lavoro), più si macchiano di ingiustizie, con annessi perbenismo e ipocrisia. Superare la giustizia degli scribi e dei farisei è, prima di tutto e soprattutto, un lavoro interiore; poi diventa sociale o comunitario.

Dentro, nel profondo di me stesso, decido la mia giustizia. Non banalizziamo il discorso con i soliti riferimenti al semaforo da rispettare e alle regole civili da osservare; inutili e stucchevoli se non si educa nel profondo e dal profondo.

A politici, ecclesiastici, semplici cittadini e lavoratori spesso, molto spesso, è mancato questo lavoro interiore. E sopratutto molti che dovevano dare l’esempio in termini di giustizia ed equità si sono manifestati nel loro essere corrotto e corruttore. Altro che scribi e farisei, anche peggio, molto peggio. E ci sorprendiamo del disastro del nostro Paese? E cosa hanno fatto i cattolici? Specie quelli impegnati in politica e nel sociale, che per dovere non solo dovevano testimoniare il senso della giustizia come Costituzione insegna, ma dovevano portare quel supplemento d’anima, cioè quella giustizia che supera quella degli scribi e dei farisei… Cosa hanno fatto? Spesso né più né meno di quello che fanno gli altri in termini di ingiustizie e ruberie, raccomandazioni e giochi di potere. Salvando le nobili e rare eccezioni, diversi cattolici italiani sono stati scribi e farisei della peggior specie. Non si entra così nel regno dei cieli. Nessun dubbio a riguardo.

In un inedito Primo Mazzolari scriveva che di fronte all’ingiustizia ci sono tre maniere di reagire: «a) accettarla per vigliaccheria, subirla - uno che non è santo rischia d’accettarla per viltà; b) chi l’accetta per vigliaccheria, se è un colto o un furbo finisce per giustificarsi col pessimismo - “già è fatale - è sempre stato così”; c) accettarla alla maniera dei santi, che è l’unica maniera di non subirla».

Rocco D’Ambrosio


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