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Esercizi di santità possibile, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 01/11/2016 08:55
Abbiamo un blocco psicologico nei confronti della santità. Alcune volte sembra quasi insormontabile: essere santi non è per me. Punto e basta. E, allora, che fare?

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli» (Mt 5, 1-12).

1.11.2016. Scriveva Pavel Evdokimov: Quando si parla di santità si opera una specie di blocco psicologico. Si pensa ai giganti di un tempo, eremiti e stiliti, gli uni sepolti nelle caverne, gli altri posti sulla loro colonna, tanto che questi “illuminati, uguali agli angeli”, non sembrano più di questo mondo. La santità sembra sorpassata, senza appartenere ad un mondo divenuto estraneo, inadattabile alle forme discontinue e al ritiro sincopato della vita moderna… il santo è visto come un essere inutile.

Forse molto della festa odierna sta in questa affermazione del grande teologo orientale. Abbiamo un blocco psicologico nei confronti della santità. Alcune volte sembra quasi insormontabile: essere santi non è per me. Punto e basta. E, allora, che fare? Si potrebbero usare tante vie, indicate sopratutto dal Vangelo odierno. Ne scelgo una: la santità non consiste nel non avere problemi ma nello scoprire la promessa e l’aiuto di Dio per ognuno di essi.

Il Vangelo parla di “povertà in spirito - essere nel pianto - mitezza - aver fame e sete della giustizia - misericordia - purezza di cuore - costruzione della pace - persecuzioni per la giustizia - il subire insulti, persecuzioni, menzogne e male”. Alcuni sono atteggiamenti che dipendono dalla nostra volontà, altre sono situazioni in cui ci ritroviamo per responsabilità altrui. In una parola: è la vita!

Forse potrebbe aiutare il passare al setaccio la nostra esistenza per chiederci se, prima di tutto, per quanto dipenda da noi, siamo capaci di essere poveri in spirito, miti, affamati e assetati di giustizia, misericordiosi, puri, costruttori di pace.

Inoltre - riferendoci a quanto è responsabilità altrui - dovremmo chiederci come reagiamo a persecuzioni per la giustizia, insulti, menzogne e male che ci giungono “per causa sua”, ovvero perché stiamo operando il bene che Lui ci chiede.

La santità è una palestra: il Signore non solo ci indica questi due tipi di esercizi, ma ci da anche la forza per iniziarli e portarli fino in fondo. Basta chiedergliela.

Rocco D’Ambrosio

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