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Domande insistenti, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 22/08/2020 11:40
Si può chiedere a qualcuno “Chi sei?” per diversi motivi; allo stesso modo si può chiedere “Chi sono io per te?” Le domande sull’identità non sono facili...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti».
Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente».
E Gesù
gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».
Allora ordinò
ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo (Mt 16, 13-20).

23 agosto 2020. Si può chiedere a qualcuno “Chi sei?” per diversi motivi; allo stesso modo si può chiedere “Chi sono io per te?” Le domande sull’identità non sono facili, anzi ci mettono parecchio in crisi. E’ innegabile che anche la crisi sanitaria stia incidendo sui percorsi di identità, almeno per i loro aspetti relazionali. 

Ma torniamo alla domanda di Gesù. Sono convinto che la domanda sull’identità del Cristo abbia una certa ciclicità nella vita, sia dei credenti che dei non credenti. Ci siamo chiesti diverse volte chi sia Gesù per noi e continueremo a farlo. Se non lo facessimo la nostra fede rischierebbe parecchio e, per i non credenti, l'onestà intellettuale.

La domanda va posta il più possibile libera da qualsiasi pre-comprensione. Intendo dire che nella nostra mente ci sono già tante risposte e molte di esse si così sedimentate che vengono fuori in automatico, cioè usiamo risposte che abbiamo dato nel passato. Esse sono state certamente risposte vere, per quel momento, ma non più tanto vere per quello che magari stiamo vivendo oggi. Quindi, di fatto, sono risposte inutili. “Chi è Gesù per noi?” è una domanda che deve suscitare una risposta fresca, immediata, frutto della fatica mentale ed emotiva del momento, il più possibile radicata nella nostra vita. 

Ha scritto Blaise Pascal: “Non soltanto conosciamo Dio unicamente per mezzo di Gesù Cristo, ma conosciamo noi stessi unicamente per mezzo di Gesù Cristo. Noi non conosciamo la vita, la morte se non per mezzo di Gesù Cristo”. Quindi la domanda di Gesù ci aiuta a fare chiarezza su di Lui e anche su noi stessi. 

Un ultimo elemento. Gesù fa questa domanda prima di affidare a Pietro un potere grande. Questa linea di riflessione ci mostra come esiste un rapporto stretto tra l’identità personale e il potere affidato. Una riflessione molto importante e da sviluppare in tutti i suoi aspetti, sia riguardo al potere nella Chiesa che nel mondo. Qui mi limito a dire che il potere non è un solo fatto tecnico: si esercita un potere con tutto quello che si è e si ha, anche i termini di fede religiosa o civile che sia. Consegue che il potere che esercito - da quello sulla mia vita alle varie responsabilità che mi sono affidate - dipende da come mi percepisco e proietto, cioè dalla mia identità. E per noi credenti anche da come “colgo” il Cristo nella mia vita. E’ una cosa molto seria, serissima. Ovvero ritorna la domanda: Chi è il Cristo per me quando sto esercitando una responsabilità personale, sociale, politica, istituzionale? Ricordarlo in tempi di campagna elettorale potrebbe aiutare qualcuno a non strumentalizzare la fede. E agli altri a non cadere nelle trappole di chi gioca con simboli religiosi e via dicendo.

Ancora Pascal: «Gesù Cristo è un Dio a cui ci si accosta senza orgoglio e sotto il quale ci si abbassa senza disperazione».

 

Rocco D’Ambrosio

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