Tu sei qui: Home / In Parola / Dio nella storia, di Rocco D'Ambrosio

Dio nella storia, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 08/12/2018 22:38
Un grande teologo, Karl Rahner, ha scritto molto sul fatto che tutti, nessuno escluso, siamo potenziali uditori della Parola. Ha precisato anche che la persona si realizza solo nella storia...

 

Il Vangelo odierno: Nell’anno quindicesimo dell’impero di Tiberio Cesare, mentre Ponzio Pilato era governatore della Giudea, Erode tetràrca della Galilea, e Filippo, suo fratello, tetràrca dell’Iturèa e della Traconìtide, e Lisània tetràrca dell’Abilène, sotto i sommi sacerdoti Anna e Càifa, la parola di Dio venne su Giovanni, figlio di Zaccarìa, nel deserto.
Egli percorse tutta la regione del Giordano, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati, com’è scritto nel libro degli oracoli del profeta Isaìa:
«Voce di uno che grida nel deserto:
Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sarà riempito,
ogni monte e ogni colle sarà abbassato;
le vie tortuose diverranno diritte
e quelle impervie, spianate.
Ogni uomo vedrà la salvezza di Dio!»
(Lc 3, 1-6).

9 dicembre 2018. “La parola di Dio venne su Giovanni”. E’ un’espressione che ho trovato indirettamente citata in molti colloqui con dei credenti. Per alcuni di loro sembrerebbe che il Signore doni ad alcuni e altri no; che pensi in particolare ad alcuni prediletti ma trascorsi altri. Ma è proprio così? La Parola di Dio è solo per alcuni?

Un grande teologo, Karl Rahner, ha scritto molto sul fatto che tutti, nessuno escluso, siamo potenziali uditori della Parola. Ha precisato anche che la persona si realizza solo nella storia, mentre questa a sua volta attua la sua presenza solo attraverso l'uomo. La storia è quindi la sola occasione per l'uomo di incontrare quella "Parola" che illumina e fonda l'esistenza e verso la quale è protratta la ragione umana. Poniamo in sequenza questi elementi: io/ - uditori della Parola - la mia/nostra storia - Dio si manifesta. Questa è la nostra fede: un Dio che parla nella storia, la mia, la nostra, quella di oggi, quella di sempre. Bisogna imparare a leggerla!

La storia è fatta di deserti, sentieri, burroni, monti, colli, vie impervie. La salvezza di Dio viene li. E’ cosi anti-cristiano pensare che Dio si manifesti dove non ci sono problemi, dove va tutto benne, nella mia vita personale o familiare o professante o sociale e politica o globale. Dio vine dentro la storia e mai fuori di essa. Questa è l’Incarnazione. Molti hanno fede in Dio, ma non sono cristiani, perché non cercano il Dio che si incarna ma il Dio che li dovrebbe rapire fuori della storia e farli vivere in una sorta di paradiso in terra. Questa è una grande sciocchezza!

Il Battista riceve la parola nella sua storia e la Parola trasforma la sua vita e diventa profeta per preparare la venuta di Colui che si incarna. Ognuno di noi è uditore della Parola per ricevere la Parola e diventare, nel suo piccolo e per quello che Dio vorrà, un profeta, uno che cerca Iddio nella sua storia e lo indica agli altri.

Stiamo vivendo bei momenti storici, specie in termini di lotta al razzismo, di accoglienza e promozione degli ultimi, mancanza di senso e rispetto delle istituzioni democratiche: guai a pensare che Dio si manifesta fuori di questa storia. Guai a pensare che Dio sia scomparso da questa storia. Non si tratta di fare un nuovo partito di cattolici (storia trita e ritrita, fuori della storia e lontanissima da quanto insegna il vaticano II). Si tratta di fare discernimento personale e comunitario per portare Dio in questa storia, senza creare orti pseudo salvifici.

Ha scritto Walter Kasper: “Se è vero (come è vero) che la fede è riferita alla storia e la coinvolge, è altrettanto vero che questa storia è sperimentabile come storia di Dio soltanto nella fede. Storia della salvezza e storia del mondo non si lasciano dividere di netto. La s. non si lascia semplicemente separare in due metà, in una parte di luce e in una parte di male. Ogni realtà sta sotto la chiamata e l'offerta della grazia di Dio e per questo è potenzialmente storia della salvezza. Esistono non soltanto dei pagani santi, ma anche dei profeti pagani”.

Rocco D’Ambrosio

Azioni sul documento
  • Stampa
I nostri amici stranieri

Cercasi un fine organizza degli incontri settimanali di dialogo tra culture e insegnamento della lingua italiana per stranieri.

Maggiori info >>>

centro di ascolto.jpg

Associandoci

logo-barchetta.jpg
Cercasi un fine
è insieme un periodico, un’associazione onlus, di promozione sociale, iscritta all’albo regionale della Puglia, fondata nel 2008, con attività che risalgono a partire dal 2002 e una rete di scuole di formazione politica. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una società più giusta, pacifica e bella.

e ancora...

presentandoci
cercasi una casa
sostenendoci

con carta di credito o PayPal

Leggendo il giornale

E' in distribuzione Cercasi un fine n. 113
(2018 - Anno XIV)

quadratino rosso Tema: Fake news

Scrivendo per il giornale

Se volete scrivere per il giornale:
direttore@cercasiunfine.it


 

Il 115 è sull'AMBIENTE (affrontiamo il tema considerando la direttrice Lavoro - Sviluppo - Ambiente; cioè il problema ambientale visto in rapporto al lavoro e allo sviluppo del territorio)  testi da inviare entro il 28 febbraio 2019.


  Il 116 è sulla COPPIA (cosa vuol dire oggi essere "coppia"? Quali i ruoli nella coppia? Cos è la fedeltà nella coppia?) testi da inviare entro il 30 aprile 2019.

 listing Il 117 è sul RAZZISMO (Dove nasce il razzismo? Cosa di fa diventare razzisti? C' il razzismo nella Chiesa?)  testi da inviare entro il 30 agosto 2019.


Se avete qualcosa da proporci su qualcuno di questi temi siamo ben lieti di accoglierlo. Accettiamo anche contributi in altre lingue.