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L'evento della fede, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 17/09/2015 17:02
Ci sono eventi di fede, tanti e diversi. Qual'è quello che cambia la vita?

 

 

Il vangelo odierno: La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome (Gv 20, 19-31).
27.4.2014. Scrivo queste note mentre Roma si prepara all'evento della canonizzazione di Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II. Quando un evento diventa mediatico sembra difficile aggiungere qualcosa. Forse l'operazione più difficile è quella di riportare il tutto all'essenzialità della nostra fede. Ha scritto papa Francesco che l'intento deve essere sempre evitare che si parli più della legge che della grazia, più della Chiesa che di Gesù Cristo, più del Papa che della Parola di Dio (cf. EG, 38).
Il Vangelo di oggi resta allora il punto di riferimento per evitare qualsiasi culto fuori luogo e idolatria. Gesù ritorna ad apparire per Tommaso, l'incredulo, colui che otto giorni prima aveva detto: se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo. E gli dice di toccarlo, nei segni più autentici ed emblematici del suo patire: le mani e il costato. Per questo Tommaso afferma: mio Signore e mio Dio.
Il cammino di Tommaso va dai segni esteriori all'adesione del cuore. Niente di nuovo sotto il sole. La storia di Dio, intessuta con l'umanità e poi con il suo popolo, è una storia di percorsi dal visibile all'invisibile, per visibilia ad invisibilia. Penso a questo vedendo una città che si prepara, con tanti segni visibili, a vivere un evento di fede: fede confermata e glorificata per i due santi papi, fede in cammino verso la gloria per tutti noi.
In questo cammino Tommaso ci insegna che è legittimo dubitare. Anzi, per alcuni aspetti, sembra addirittura doveroso. Agostino ci ricorda che il dubbio di Tommaso è stato causa di una importante beatitudine: beati quelli che non hanno visto e hanno creduto! Ossia beati noi.
Ma questa beatitudine non ci toglie la fatica di non fermarci ai segni esteriori; quella trappola di cui parla Papa Francesco: parlare o preoccuparsi più della legge che della grazia, più della Chiesa che di Gesù Cristo, più del Papa che della Parola di Dio (cf. EG, 38). La storia sacra mostra bene quanto sia facile perdere il buon Dio per ben poco, dopo averlo trovato con tanta fatica. Crearsi un vitello d'oro è tentazione costante, anche se si è stati da poco graziati passando illesi attraverso il mar Rosso.
La gente invade Roma da ogni parte del mondo, le immagini televisive parlano di evento storico. Ma c'è evento più grande del poter dire a Gesù: mio Signore e mio Dio? Certo le strade dei dubbi e delle prove sarà solo Lui a segnarle. Possono passare per Roma, per una canonizzazione o per altro. Esse sono infinite come Dio è infinito. Ma l'evento resta sempre uno solo. Potergli dire: mio Signore e mio Dio.
Rocco D'Ambrosio
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