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Chi salva e chi fa finta, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/09/2015 13:02
Un po’ tutti, direbbe il mio amico Dan McDonald, siamo self promoting. Quindi dobbiamo andare continuamente a lezione dal Battista per ricordarci chi siamo, perché siamo stati messi al mondo e per chi lavoriamo...

 

Il Vangelo odierno: Venne un uomo mandato da Dio: il suo nome era Giovanni. Egli venne come testimone per dare testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui. Non era lui la luce, ma doveva dare testimonianza alla luce. Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei gli inviarono da Gerusalemme sacerdoti e levìti a interrogarlo: «Tu, chi sei?». Egli confessò e non negò. Confessò: «Io non sono il Cristo». Allora gli chiesero: «Chi sei, dunque? Sei tu Elia?». «Non lo sono», disse. «Sei tu il profeta?». «No», rispose. Gli dissero allora: «Chi sei? Perché possiamo dare una risposta a coloro che ci hanno mandato. Che cosa dici di te stesso?». Rispose: «Io sono voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa». Quelli che erano stati inviati venivano dai farisei. Essi lo interrogarono e gli dissero: «Perché dunque tu battezzi, se non sei il Cristo, né Elia, né il profeta?». Giovanni rispose loro: «Io battezzo nell’acqua. In mezzo a voi sta uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me: a lui io non sono degno di slegare il laccio del sandalo». Questo avvenne in Betània, al di là del Giordano, dove Giovanni stava battezzando. (Gv 1, 6-28).

14.12.2014. Dai tempi di Cicerone a oggi, l'Italia ha visto tanti salvatori della patria: alcuni veri e autentici, altri presunti, molti aspiranti e recitanti a soggetto. E' una vera e propria sindrome quella del "salvatore della patria": ogni tanto viene fuori qualcuno, in politica come in tanti altri ambienti, che ha la soluzione giusta per tutti e per tutto, che risolve ogni problema, che conduce il popolo a nuovi lidi e risultati. Bisogna solo credergli, seguirlo e amarlo, quasi idolatrandolo; senza porre domande, senza avere dubbi, sempre pendenti dalla sua bocca. Bene, Giovanni Battista potrebbe interessare loro, non perché è simile ma perché è esattamente l’opposto. Ma non li vedo molto propensi a mettere in crisi il loro populismo e la loro demagogia… quindi veniamo a noi.

La tentazione di sostituirsi al vero Salvatore, nostro Signore Gesù Cristo, è, in diversi modi, un po’ comune. Un po’ tutti, direbbe il mio amico Dan McDonald, siamo self promoting. Quindi dobbiamo andare continuamente a lezione dal Battista per ricordarci chi siamo, perché siamo stati messi al mondo e per chi lavoriamo. Alla prima domanda il Battista risponde in termini negativi: Io non sono il Cristo. Avrebbe potuto dire il suo nome, dire che è un profeta. Non dice né il nome né il suo “mestiere”. Afferma solamente che è voce di uno che grida nel deserto: Rendete diritta la via del Signore, come disse il profeta Isaìa. È voce messa a disposizione, la sua autorità è fondata sul richiamo a una tradizione profetica (nel caso Isaia): tutti elementi che distraggono dal sé, da quella “cosa ingombrante che si chiama io”, direbbe Thomas More.

Giovanni Battista è genuinamente non curante di sé e credo, anche per questo, può essere fedele alla sua missione: è stato messo al mondo e deve lavorare per preparare la strada al Cristo. Noi non siamo Giovanni Battista, non abbiamo una missione così alta e impegnativa, ma abbiamo una missione! Essa è autentica nella misura in cui ci distraiamo da noi stessi e prepariamo la strada al Cristo o, direi ai miei amici non credenti, prepariamo la strada a tutto ciò che è buono e giusto e ispira la nostra vita.

Nella Lettera a una professoressa don Milani e i suoi ragazzi rimproverano alla docente: “Ma voi con i vostri ragazzi fate meno. Non gli chiedete nulla. Li invitate soltanto a farsi strada”. Invece di educarli all’I care, a fare politica sentendo i problemi degli altri come propri, a combattere ogni forma di avarizia, la professoressa insegna solo a “farsi strada”. In termini spicci la professoressa molto probabilmente sta formando nuovi salvatori della patria. Questi devono farsi strada, sacrificando tutto e tutti, non se stessi ovviamente.

Prima di immergerci in forme ossessive pre-natalizie, dovremmo fermarci un attimo a pensare a chi stiamo facendo strada: a noi stessi o al Cristo? Nel primo caso non arriveremo mai alla grotta di Betlemme. Lì populisti, demagoghi e salvatori della patria non ci hanno mai messo piede. Lì c’è tutt’altra musica, tutt’altra gente, tutt’altra aria.

Rocco D’Ambrosio

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Selene Teresa Coccia
Selene Teresa Coccia :
14/12/2014 16:21
Giovanni non era lui la luce, ma doveva dare tstimonianza della luce:ecco, non sono degna di slegare il laccio del sandalo, ma credo che in ognuno di noi ci sia un pizzico di Giovanni nonostante tutto..a volte riusciamo meglio altre volte no, ma siamo sempre sicuri di vederci bene? mi piace molto la seconda lettura oggi:"... non disprezzate le profezie.Vagliate ogni cosa e tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male. il Dio della pace vi santifichi interamente, e tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo,...". Ecco questo è l'augurio in questa terza domenica d'Avvento. Buona domenica, Rocco.un caro saluto.Selene.
direttore
direttore :
15/12/2014 08:33
Grazie del commento e dell'augurio cara Selene. Buona giornata! God bless you
Franco Ferrara
Franco Ferrara :
19/12/2014 11:13
Il Battista poteva dirre si sono iio il Messia, chi non vorrebbe diventare il Massia, il capo, il comandante solitario, avere tutto il potere nelle proprie mani e nella propria testa? E' una grande tentazione, la ritroveremo quando sentirremo le Grandi Tentazioni del maligno. Come affrontare queste grandi e piccole tentazioni?
                                                       
Paolo Iacovelli
Paolo Iacovelli :
19/12/2014 17:38
Penso che bisognava attendere l'esperienza del deserto. Solo conformandoci a Cristo vittorioso nell'esperienza del deserto sappiamo che avremo anche noi un divino confortatore: lo Spirito Santo, poiché Gesù ha promesso che "prenderà del suo» e ce lo darà (cf. Gv 16,14): prenderà della vittoria di Cristo sul peccato e su Satana, suo primo artefice, per farne parte a chiunque viene tentato, egli che condusse il Messia nel deserto non solo "per essere tentato", ma anche perché desse la prima prova della sua potenza vittoriosa sul diavolo e sul suo regno.
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