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Annuncio che libera

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/07/2016 16:08
Il Vangelo è un annuncio liberatorio. E’ un annuncio che interseca la vita concreta di tutti, specie degli ultimi e la trasforma. Credo che abbiamo bisogno di riprendere in mano il grande contributo della teologia della liberazione...

Il Vangelo odierno: Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, così anch’io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto.

In quel tempo, Gesù ritornò in Galilea con la potenza dello Spirito e la sua fama si diffuse in tutta la regione. Insegnava nelle loro sinagoghe e gli rendevano lode.

Venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaia; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:

«Lo Spirito del Signore è sopra di me;

per questo mi ha consacrato con l’unzione

e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,

a proclamare ai prigionieri la liberazione

e ai ciechi la vista;

a rimettere in libertà gli oppressi

e proclamare l’anno di grazia del Signore».

Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato». (Lc 1, 1-24).

 

27 gennaio 2013: Riferire la propria vita a un “libro” è un qualcosa di così diffuso nel mondo. Un “libro” è alla base della fede delle grandi religioni monoteiste – ebraismo, cristianesimo e islam -, un libro è riferimento per tanti nel mondo che ispirano la propria vita a principi morali forti quali la pace, la giustizia, la solidarietà e così via. Gesù prende in mano il “libro” nella forma di un rotolo. Lo legge e lo proclama attuale, realizzato. Ma andiamo in ordine.

Partiamo dal contenuto. E’ il passo di Isaia che non parla di culto o verità astratte. Parla, invece, dello Spirito del Signore che annuncia gioia ai poveri, liberazione ai prigionieri, vista ai ciechi, libertà agli oppressi, grazia tanti. E’ un annuncio liberatorio. E’ un annuncio che interseca la vita concreta di tutti, specie degli ultimi e la trasforma. Credo che abbiamo bisogno di riprendere in mano il grande contributo della teologia della liberazione (al di là di infondate polemiche e inaccettabili pregiudizi) per comprendere meglio la grande forza liberatoria del Vangelo. Scrive Gustavo Gutierrez, uno degli esponenti più illustri di questa teologia: “Perciò la questione non sarà come parlare di Dio in un mondo adulto, bensì come annunciarlo, in quanto Padre, in un mondo non-umano”. Non penso che il nostro mondo abbia bisogno di annunci freddi e distaccati di verità astratte quanto di una paternità che libera e rinnova la vita, la rende più umana con la carezza di Dio. Pensiamo a quale annuncio evangelico possiamo portare a persone disoccupate, malate gravemente, emarginate, distrutte interiormente. Parleremo loro di “principi morali”, di impegno per la “cultura cristiana” o quant’altro di simile? E a che servirebbe? Forse solo a presentare aspetti religiosi lontani, non certamente la mano del Cristo che libera e rende liberi. Ancora Gutierrez: “Riflettere (teologicamente) sulle basi della prassi storica della liberazione significa riflettere guardando all’azione che trasforma il presente. Ma non significa fare questo da una poltrona; piuttosto significa ricercare le radici in cui pulsa il battito della storia e illuminare la storia con le parole del Signore della Storia, che irreversibilmente è impegnato per condurre l’umanità verso il proprio adempimento”. Ancora una volta la sfida per i credenti è molto grande. Ma non impossibile.

Il secondo punto. Gesù afferma che compie questo passo. La realizzazione di questa grande opera liberatoria non è nelle nostre forze, né tantomeno nostro merito. E’ l’opera di Cristo da sempre. Esiste una storia di liberazione dei miliardi di donne e uomini, di interi popoli che da sempre si compie nel mondo, anche se tra tante difficoltà. Molto spesso non è registrata nei libri ufficiali di storia, ma c’è. Procede e il Signore Gesù è in testa a sostenerla e portarla avanti. A noi spetta se entrarci o continuare a vivere una vita di fede ridotta a riti e concetti che non ispirano più la vita né vanno incontro agli ultimi per annunciare loro liberazione. Ancora Gutierrez: “La liberazione umana e lo sviluppo del regno sono entrambi orientati verso la completa comunione degli esseri umani, con Dio e con se stessi. Essi hanno lo stesso obiettivo, ma non seguono strade parallele e neppure convergenti. Lo sviluppo del regno è un processo che si presenta storicamente nella liberazione, nella misura in cui liberazione significa un adempimento umano più grande. Inoltre, possiamo dire che l’evento storico e politico della liberazione segna lo sviluppo del regno, non di tutta la salvezza”.

 

Rocco D’Ambrosio

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