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Amore e precedenze, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 01/10/2017 09:02
È una reazione istintiva ribellarsi a Dio che privilegia gli ultimi, non considera molto i privilegi di casta o di popolo. Perché il Signore privilegia alcuni, quasi istituendo per loro una corsia preferenziale?

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo: «Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?». Risposero: «Il primo».

E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli» (Mt 28, 21-32).

1 ottobre 2017. Non dimenticherò mai la faccia stranita di un'attenta signora e la sua reazione, dopo la lettura di questo brano evangelico, in una catechesi parrocchiale per adulti. La signora aveva come sua vicina di casa una prostituta. Al sentire che le prostitute, come la sua vicina, l'avrebbero preceduta nel regno di Dio, non ne potette più e sbottò: "Ma non è giusto! Noi facciamo tanti sacrifici per essere fedeli al Signore e guadagnarci il Paradiso e poi quella li - una prostituta per giunta - ci deve passare avanti!".

Per quanto simpatica possa sembrare la reazione, dobbiamo ammettere che, umanamente, il discorso della signora fa molto pensare. È una reazione istintiva ribellarsi a Dio che privilegia gli ultimi e non considera molto i privilegi di casta o di popolo. E lascia la domanda intatta: perché il Signore privilegia alcuni, quasi istituendo per loro una corsia preferenziale? La risposta istintiva sarebbe: perché questi sono più onesti degli altri!

I privilegiati, qui come in altri passi evangelici, sembrano essere quelli che sono autentici, ammettono i loro errori e si pentono: Il figlio rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò”. Essi incontrano il Signore e cambiano radicalmente vita, scagliano pietre verso se stessi e non verso gli altri e così via. Tutti questi passano avanti! Avanti a chi recita a soggetto, è ipocrita, fa finta di pentirsi, non cambia vita, crede di vivere di privilegi, sente di avere il Paradiso in tasca e, come il fariseo, guarda gli altri dall'alto in basso. Si potrebbe dire che per loro non c'è misericordia di Dio. Sia chiaro: non perché il Signore non voglia perdonarli ma perché loro non vogliono avvicinarsi al Signore, cambiare vita e ricevere il suo perdono. “Voi, al contrario, - dice Gesù- avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli”.

Quindi la nostra signora può stare tranquilla - la ricordo come una persona autentica e coerente - saremo “avanti” con tanta gente. Saremo, e siamo, nella barca di coloro che ammettono i propri peccati e, con l'aiuto di Dio, si sforzano sempre di cambiare vita, chi più, chi meno. È una barca certamente un po' strana. In essa si perdona tutto, tranne il fatto di non voler essere perdonati: “A chi parlerà contro il Figlio dell'uomo, sarà perdonato; ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, né in questo mondo né in quello futuro”, dice Gesù (Mt 12, 32). Ma è così.

E nonostante tutto è una bella avventura. Quale? Quella, diceva Primo Mazzolari, di vivere come su una continua altalena, “tra la misericordia di Dio e la mia povertà”.

Rocco D'Ambrosio


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