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Amore e lacrime, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 11/06/2016 18:17
C’è una dovizia di particolari nella descrizione di ciò che fa questa donna: non è solo la scrittura di una scena, ma è anche la trasmissione di emozioni forti. Si perché la donna era “una peccatrice di quella città”...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».
In seguito egli se ne andava per città e villaggi, predicando e annunciando la buona notizia del regno di Dio. C’erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria, chiamata Maddalena, dalla quale erano usciti sette demòni; Giovanna, moglie di Cuza, amministratore di Erode; Susanna e molte altre, che li servivano con i loro beni.
(Lc 7, 36-8, 3).

12 giugno 2016. “Una donna… portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di Gesù, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo”. C’è una dovizia di particolari nella descrizione di ciò che fa questa donna: non è solo la scrittura di una scena, ma è anche la trasmissione di emozioni forti. Si perché la donna era “una peccatrice di quella città”, ossia una prostituta e lui, il profeta del momento storico, era colui che radunava discepoli intorno a sé, come Figlio del Dio Altissimo. Un prostituta e il profeta. E tra loro, in pubblico, un profumo, lacrime e capelli di lei. Tanto amore e accoglienza, ma anche incomprensione, invidia, malignità.

Penso sempre a questa scena quando mi ritrovo a manifestazioni cattoliche celebrate e vissute con tanta freddezza: scene che presentano automi che si muovono quasi come dei piccoli robot, non guardano ma fulminano, non sentono ma interpretano parti meccaniche. Una volta ho sentito uno studente di teologia che mi diceva che “solo celebrando in latino si può fare esperienza del mistero”. A parte l’enorme idiozia dell’affermazione, avrei voluto chiedergli se la donna secondo lui stesse vivendo il mistero della misericordia e se nostro Signore stesse, ugualmente, vivendo il mistero di un amore che perdona. Forse, per questa gente, la donna e Gesù erano troppo umani e spontanei, né parlavano una lingua morta… quindi niente mistero per loro!

Penso sempre a questa scena anche quando devo riflettere sulla misericordia. La donna ottiene misericordia per i suoi peccati “perché ha molto amato”. I gesti, di cui sopra, sono l’espressione concreta, fisica di questo amore. Può esistere misericordia, amore, persino che non si concretizza in gesti, che non diventa moto dell’anima e del corpo? Penso proprio di no. La storia ebraica e quella evangelica insegnano il contrario. Dietrich Bonhoeffer ha scritto saggiamente: “anche nella Bibbia c'è infatti il Cantico dei cantici, e non si può veramente pensare amore più caldo, sensuale, ardente di quello di cui esso parla (cf 7,6!); è davvero una bella cosa che appartenga alla Bibbia, alla faccia di tutti coloro per i quali lo specifico cristiano consisterebbe nella moderazione delle passioni (dove esiste mai una tale moderazione nell'Antico Testamento?)”.

Molto gente nei confronti del Signore e dei suoi simili non ha gesti di amore perché ama poco, o non ama per niente, o ama con la testa, come fatto cervellotico e sterile. Come può pretendere di essere amata o perdonata? Gesù ricorda alla donna: “colui al quale si perdona poco, ama poco”. Lo ricorda a me, lo ricorda a noi, tutte quelle esperienze ecclesiali asettiche e anaffettive, cattive e  invidiose che non mostrano misericordia, ma ben altro. La misericordia sta dalla parte della donna che piange e asciuga le lacrime con i suoi capelli e di Gesù che le dice: “Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato”.

Rocco D’Ambrosio

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