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Amore e dipendenze, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 25/10/2014 20:15
Riflettere ed esercitarsi nell'amore per Dio è per il prossimo è l'essenza della nostra fede...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».

26 ottobre 2014. Abbiamo riflettuto tante volte su questi due primi e determinanti comandamenti. Ovviamente non scrivo per dire che ci riesce molto, ma molto difficile praticarli. Amare Dio, con tutto se stessi, è così difficile quanto amare il prossimo come se stessi. Su questo non ci piove. Ma ogni volta che noi riflettiamo su questo dialogo e invito di Gesù dobbiamo meditare, "ruminare" direbbero i Padri, la Parola perché sia essa a generare nuove energie, fisiche e interiori, per rimetterci sulla strada di chi vuole imparare ad amare. Senza scoraggiarci, senza deprimerci, senza ricadere in moralismi sterili, senza intrappolarci in fondamentalismi deteriori. Dobbiamo amare il buon Dio è il prossimo: è l'essenza della nostra fede. Riprendiamo il cammino!
Meditando il brano, questa volta, sono stato colpito dall'affermazione finale: Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti. Per uno ebreo significa dire: tutto quello che vi è stato rivelato, tutto che quello che credete, tutto quello che fate dipende da loro. Tutto. Per noi, se non erro, si potrebbe dire che la nostra vita dipende dal seguire questi due comandamenti. Dipendere è un verbo forte. Il suo contenuto smuove rapporti personali, dinamiche storiche, l'universo intero con i suoi ritmi e leggi. C'è sempre qualcuno e/o qualcosa che dipende da altri o altro. Ma io dipendo dall'amore che ho per Dio e per il prossimo?
Mentre rispondiamo potremmo fare un esercizio: ricordare parenti o colleghi che ci sono antipatici o odiamo, oppure cittadini stranieri che detestiamo. Ebbene la nostra vita non dipende dai sentimenti negativi che abbiamo verso di loro. Quei sentimenti ci portano a morire. La nostra vita dipende dall'amore che nutriamo per loro. E l'amore per loro non ci verrà spontaneo, anzi! L'amore per loro è e sarà sempre un esercizio, cioè correggere e affinare parole, gesti e sentimenti perché esprimano amore, con l'aiuto di Dio. Una fatica, ma bella. Bella perché da essa dipende tutta la nostra vita, gioia e serenità comprese.
Rocco D'Ambrosio
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