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Responsabilità personali, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 27/02/2016 15:47
La storia è piena di eventi difficilmente comprensibili e, per questo, sempre pullulano le risposte più diverse, spesso strane, fatalistiche; per non parlare di alcune persone religiose (?) che...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo si presentarono alcuni a riferire a Gesù il fatto di quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva fatto scorrere insieme a quello dei loro sacrifici. Prendendo la parola, Gesù disse loro: «Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subito tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo. O quelle diciotto persone, sulle quali crollò la torre di Sìloe e le uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo».
Diceva anche questa parabola: «Un tale aveva piantato un albero di fichi nella sua vigna e venne a cercarvi frutti, ma non ne trovò. Allora disse al vignaiolo: “Ecco, sono tre anni che vengo a cercare frutti su quest’albero, ma non ne trovo. Tàglialo dunque! Perché deve sfruttare il terreno?”. Ma quello gli rispose: “Padrone, lascialo ancora quest’anno, finché gli avrò zappato attorno e avrò messo il concime. Vedremo se porterà frutti per l’avvenire; se no, lo taglierai”»
(Lc 13, 1-9).

28 febbraio 2016. La storia è piena di eventi difficilmente comprensibili e, per questo, sempre pullulano le risposte più diverse, spesso strane, fatalistiche; per non parlare di alcune persone religiose (?) che si appellano a un Dio che punisce a causa dei peccati commessi. Anche con Gesù c’era gente simile. Tuttavia Gesù affronta disagi, malattie e disgrazie non per colpevolizzare Dio o altri, ma per evidenziare responsabilità.
Alcuni eventi succedono per svariati motivi (fisici, naturali, responsabilità altrui e spesso non note). San Tommaso ricordava che detrarre autonomia alle cause seconde significa offendere la causa prima. Ciò significa che gli eventi non accadono perché la causa prima, cioè Dio, li ha voluti e determinati ma perché appartengono all’autonomia della natura e delle persone. I temporali e le alluvioni avvengono per leggi e forze della natura, i ponti cadono per forze naturali o irresponsabilità di chi li ha costruiti male e così via. Quindi non offendiamo la causa prima e prendiamoci le nostre responsabilità. A iniziare dalla prima responsabilità indicata da Gesù: cambiare vita e portare frutti secondo il suo volere. In altri termini non siamo responsabili del mondo, ma della nostra vita; non governiamo i processi globali e universali ma la nostra esistenza. E in essa dobbiamo portare frutti secondo il volere del buon Dio.
Gesù parla anche del perire di alcuni e dell’essere tagliati per altri. Ritorna il Dio cattivo e punitivo? No. Si tratta ancora di responsabilità. Se non portiamo frutti ci assumiamo le responsabilità relative: diventare sterili, essere tagliati perché sterili e sterili per nostra scelta.
Tutto questo scenario potrebbe un po’ spaventarci. Responsabilità è una parola difficile e spesso fuori moda, responsabilizzarsi è un processo faticoso. Eppure il Buon Dio fa questo continuamente verso di noi; noi invece, qualche volta preferiamo dargli la colpa di tutto. Responsabilità comporta la consapevolezza di un impegno assunto davanti a qualcuno, persone o il Buon Dio. Il resto sono giochi infantili o cattivi. Specie quando non si vuole portare frutto secondo il suo volere.
Rocco D’Ambrosio

 

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Pasqua Ritoli
Pasqua Ritoli :
28/02/2016 08:04
E' anche vero che ho letto nel diario di S. Faustina che tutto ciò che accade sulla terra è per volontà di Dio, e ho letto nel diario di S. Teresa di Gesù Bambino una cosa analoga riferita però a chi si trova già in intimità con Dio. Io credo che ci siano degli eventi causati da noi stessi, come per esempio morire di cancro se fumo, ma ci sono anche degli eventi causati da Dio, ma non per punire, ma per provarci nel senso di tastare la nostra fede, usare la sofferenza di alcuni per redimere i propri e altrui peccati. Proprio ieri stavo guardando una adorazione eucaristica da Nazareth e il sacerdote diceva a Gesù: "Fammi portare la tua croce e prendi la mia", fammi portare la tua croce significa in qualche modo alleggerire la sofferenza di un Dio che indubbiamente vede un mondo abbastanza perso per amore del Dio stesso, e "prendi la mia" significa che comunque ci rendiamo conto che da soli non ci riusciamo e che abbiamo bisogno di Lui, con Lui nella nostra povertà siamo forti, ma senza di Lui anche nelle cose più banali siamo deboli.
Quindi, per concludere, credo che gli eventi negativi, per accadere debbano avere l'approvazione divina, ma per portare un buon frutto. Grazie
direttore
direttore :
02/03/2016 10:42
Non è proprio cosi... Dio non può e non vuole il male. Mai e in nessun modo. Il male esiste nel mondo per responsabilità umana e/o per limiti della natura, che non è perfetta. Su questo tema ci sono migliaia di testimonianze della Scrittura. Dio vuole sempre e comunque il bene di tutti e di tutto. Un abbraccio a te e Dio ti benedica!
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