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A caro prezzo, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 02/09/2017 12:14
Ha scritto Dietrich Bonhoeffer che la grazia di Dio è a caro prezzo; essa infatti “È a caro prezzo perché ci chiama a seguire, è grazia, perché chiama a seguire Gesù Cristo..."

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, Gesù cominciò a spiegare ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, e venire ucciso e risorgere il terzo giorno.
Pietro lo prese in disparte e si mise a rimproverarlo dicendo: «Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai». Ma egli, voltandosi, disse a Pietro: «Va’ dietro a me, Satana! Tu mi sei di scandalo, perché non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini!».
Allora Gesù disse ai suoi discepoli: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni»
(Mt 16, 21-27).

3 settembre 2017. Di analisi di costi e benefici è pieno il mondo; di calcoli di guadagni a breve o lungo termine si scrive fino all’overdose. Siamo molto bravi a calcolare, nel fare la spesa come nel comprare una casa, nei piccoli affari come nei grandi. E la nostra anima?

E’ interessante notare come l’intero discorso, del brano evangelico odierno, fa perno sul concetto di guadagnare: “quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita?”

Nel guadagnare denaro e condurre affari - tranne se non siamo degli sprovveduti - ci poniamo attenzione e cura. E negli affari dell’anima? In quelli che Gesù chiama il perdere e trovare la propria vita? Non ci vogliono molti giri di parole per dire che ci sono cristiani che tengono più al denaro o al potere che a salvarsi l’anima; ci sono laici e pastori cattolici che più che a croce e sequela del Cristo sono interessati a privilegi e affaracci propri. Preoccuparci, in questo caso, vuol dire pregare perché il buon Dio aiuti tutti - me e noi compresi - a ravvedersi e convertirsi e, vuol dire anche, concentrarsi su se stessi per prepararsi al momento in cui dobbiamo rendere conto, in vita come in morte.

Allora il Figlio dell’uomo renderà a ciascuno secondo le sue azioni. Si possono accogliere queste parole come una minaccia: Iddio passerà allo scanner la mia vita e saranno guai per me. Si possono accogliere con leggerezza: tanto chissà… si vedrà… sarà poi vero? Si possono accogliere con responsabilità: sforzandoci di seguire il Signore Gesù e confidando nella sua grande misericordia, senza eccessivi sensi di colpa o inutili flagellazioni, ma con responsabilità.

Ha scritto Dietrich Bonhoeffer che la grazia di Dio è a caro prezzo; essa infatti “È a caro prezzo perché ci chiama a seguire, è grazia, perché chiama a seguire Gesù Cristo; è a caro prezzo, perché l’uomo l’acquista al prezzo della propria vita, è grazia, perché proprio in questo modo gli dona la vita; è cara, perché condanna il peccato, è grazia, perché giustifica il peccatore. La grazia è a caro prezzo soprattutto perché è costata molto a Dio; a Dio è costata la vita del suo Figliolo - “siete stati comperati a caro prezzo” - e perché per noi non può valere poco ciò che a Dio è costato caro. È soprattutto grazia, perché Dio non ha ritenuto troppo caro il suo Figlio per riscattare la nostra vita, ma lo ha dato per noi”.

Rocco D’Ambrosio


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