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Coppie e crisi, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/07/2016 15:59
Non ci vuole molto a raccogliere opinioni ed esperienze sulla vita matrimoniale. E, soprattutto, è così facile, fin troppo facile, dire che il matrimonio, o in generale la vita di coppia, è in crisi! Ma crisi è...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, alcuni farisei si avvicinarono e, per metterlo alla prova, domandavano a Gesù se è lecito a un marito ripudiare la propria moglie. Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di ripudiarla». Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. Ma dall’inizio della creazione [Dio] li fece maschio e femmina; per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una carne sola. Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto». A casa, i discepoli lo interrogavano di nuovo su questo argomento. E disse loro: «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio». Gli presentavano dei bambini perché li toccasse, ma i discepoli li rimproverarono. Gesù, al vedere questo, s’indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite: a chi è come loro infatti appartiene il regno di Dio. In verità io vi dico: chi non accoglie il regno di Dio come lo accoglie un bambino, non entrerà in esso». E, prendendoli tra le braccia, li benediceva, imponendo le mani su di loro. (Mc 10, 2-16)

Non ci vuole molto a raccogliere opinioni ed esperienze sulla vita matrimoniale. E, soprattutto, è così facile, fin troppo facile, dire che il matrimonio, o in generale la vita di coppia, è in crisi! Ma crisi è diventata una parola abusata, spesso vuota e inutile. Restiamo al Vangelo. Gesù presenta, da una parte, il piano di Dio dall’inizio della creazione e, dall’altra, la durezza del cuore.

Penso che faccia parte della durezza del cuore il riferimento a valori non negoziabili o simili; una stucchevole retorica sul valore del matrimonio e della famiglia, magari anche fatta da chi ha divorziato già più volte (si pensi ad alcuni politici). Penso che sia durezza del cuore anche quell’approccio ideologico, che tratta il tema familiare in maniera superficiale e strumentale. E sono diversi quelli che spesso evitano di studiare, trovare soluzioni sociali, politiche e legislative, di arricchirsi con un sano dialogo interculturale e interreligioso, di confrontarsi con la varietà e le difficoltà delle esperienze familiari, di rispettare la persona nella fedeltà alla Costituzione. Il loro fine è buttare nell’arena politica un argomento scottante, riempire con un tema forte il loro vuoto ideologico, fare l’occhiolino ad alcuni pastori e laici cattolici, fino all’ipocrisia di parlare di famiglia senza la decenza di pensare alla propria incoerenza in materia oppure di manifestare in piazza per strumentalizzare l’incontro e renderlo una protesta contro il governo. Quanto è pericoloso lasciare ridurre la famiglia ad una clava in mano a politicanti, azzurri o neri che siano. Soggetti che, la maggior parte delle volte, non hanno interesse per niente, se non per affari e potere. Non si può strumentalizzare mai quel mistero di amore che, sin da principio, è nel volere di Dio. Eppure se per caso si argomentasse in questa maniera in un pubblico consesso, ecclesiale o laico che sia, non è difficile sentirsi dire: “Allora tu non credi nella famiglia!”. Mi chiedo ma credere in un’istituzione naturale e fondante vuol dire solo fare le crociate, senza riflettere e dialogare? Credere nella famiglia vuol dire non tutelare in termini umani e costituzionali chi fa scelte diverse? Credere nella famiglia vuol dire diventare integralisti ed imporre la visione sacramentale anche a chi non crede? E che differenza ci sarebbe, allora, tra noi e i paesi musulmani che fanno diventare legge di stato i precetti religiosi?

Ma la domanda più importante resta: qual’è il piano di Dio per la propria famiglia? Molto impegnativo ed esigente. Non solo in sé, ma anche perché deve farsi strada, nella vita di coppia, tra dubbi, drammi, conflitti interiori, liti e tradimenti, fragilità di tutti, credenti e non, divorzi, separazioni, pesi enormi per i piccoli e così via. Trovo molta saggezza in una lettera che Lorenzo Milani scrisse a una giovane sposa nel 1956. Ve la ripropongo perché credo che la forza e la franchezza delle parole di don Milani possano aiutare, coloro che vivono una vita di coppia, a scoprire e riscoprire il piano di Dio per loro.

“Cara, il motivo principale per cui un cristiano prende moglie è quello di avere sempre tra i piedi una donna che gli ricordi giorno per giorno gli alti ideali per cui egli ha promesso di vivere e dai quali gli impegni di lavoro rischiano giorno per giorno di distrarlo. Appena avrai una tua casa affacciati alla finestra e guardati un po’ intorno. T’accorgerai che il mondo è mal messo. Dio l’aveva creato preciso, aveva fatto gli uomini tutti poveri e tutti ignoranti. Gli uomini, invece, non si sa come, si sono accordati per tirar su qualche decina di persone molti ricche e molto istruite e di lasciare tutti gli altri come Dio li aveva creati. Nessuno sa che per far loro dottori, questi bambini sono rimasti analfabeti e bestioni tra le bestiole. Quando le cose vi andranno un po’ per il verso e comincerà ad esserci qualche soldo d’avanzo non sognare elettrodomestici per la tua casa. Pensa piuttosto ad attrezzare un ambulatorio ricco di tutto ciò che può alleviare i poveri spese e sofferenze. Quando il tuo marito, timoroso di non averti fatto abbastanza felice, vorrà portarti a spasso per il mondo o in villeggiatura sii tu la prima a proporgli, invece, di comprare i libri di scuola ai figlioli delle vedove perché diventino anche loro, come lui, i dottori dei poveri. Ora non mi viene in mente altri esempi. Del resto spero che mi hai avrai già capito. Che farai che la tua casa sia povera e benedetta dai poveri e Dio penserà a tutto il resto. Se i poveri saranno con te, anche Lui sarà con te e se Lui sarà con te di cosa hai paura? Camperà i tuoi figli e assicurerà il loro avvenire ben più sicuramente di un conto in banca e di una nuova polizza di assicurazione. Se la tua fede è così poca da non credere questi semplici cose, cosa perdo tempo a parlare con te? Ricevi ora i miei auguri affettuosi e nessuna benedizione. Hai avuto stamani la benedizione del Padre (Don Giulio Facibeni) che val più della mia. Cercati ora le benedizioni dei poveri che valgono più di quella del Padre e poi dormi serena tra quattro guanciali. Tuo don Lorenzo”

Rocco D'Ambrosio

Azioni sul documento
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Pino Greco
Pino Greco :
06/10/2012 18:02
La franchezza di don Milani è dissacrante. Ti smonta e ti rimonta in due parole e il senso mistico diventa chiaro.
grazie don Rocco per questa riflessione.
direttore
direttore :
06/10/2012 18:51
Mio caro, abbiamo tutti da imparare dal nostro Milani! Hugs. God bless you
lucio lanzolla
lucio lanzolla :
11/10/2012 06:44
Parole stupende.
Purtroppo combattiamo contro un egoismo dilagante, ma non ci arrenderemo mai.
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