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Fede che salva, di Rocco D'Ambrosio

creato da Rocco D'Ambrosio ultima modifica 21/07/2016 16:06
Sono molto facili, specie tra i credenti di tutte le religioni, i discorsi sulla fede. E’ fuori dubbio che i testi sacri offrono testimonianze, esperienze e riflessioni emblematiche che si intrecciano in mille modi...

 

Il Vangelo odierno: In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. (Mc 10, 46-52).

Sono molto facili, specie tra i credenti di tutte le religioni, i discorsi sulla fede. E’ fuori dubbio che i testi sacri offrono testimonianze, esperienze e riflessioni emblematiche che si intrecciano in mille modi con le esperienze e riflessioni di ognuno di noi. Quella del cieco Bartimeo è una manifestazione di fede che è densamente carica della coscienza di un limite, non fisico (la cecità), ma interiore. La sua non è una superficiale richiesta di perdono, penso che sia un presentarsi al Signore con la coscienza che tutto - male fisico, male spirituale e male relazionale – è profondamente intrecciato. Ed è così! Può essere diversamente? Si ma non sarebbe più fede: diventerebbe spiritualismo o moralismo o magia. Bartimeo è li con tutto se stesso: cecità, peccato, incapacità varie. Sta li e sa che solo il Signore lo può salvare. Ma il Signore dice che è la sua fede a salvarlo! E’ una sorta di intreccio che si completa: cecità, peccato, incapacità varie incontrano il Signore e sono redente, cioè “ricomprate”. Qualcuno, il buon Dio, paga caro per esse e Bartimeo può ritornare a vivere. Una bella parabola di fede. La nostra?

Rocco D'Ambrosio

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Il Gruppo "Il Seggio" di Cercasi un fine a Minervino

 

 

Si chiama "Il seggio": è il gruppo territoriale di Cercasi un fine, nato a Minervino, a fine anno 2021.

Esso nasce dall'iniziativa dei soci fondatori e ordinari di Cuf, residenti a Minervino. Il gruppo (attraverso un apposito Regolamento) è un'emanazione territoriale della nostra Associazione, di cui condivide statuo, finalità, contenuti e strategie associative.

Auguriamo al gruppo di essere attivo e proficuo nella ricerca de nostro Fine come don Milani insegna: "Bisogna che il fine sia onesto. Grande. Il fine giusto è dedicarsi al prossimo. E in questo secolo come lei vuole amare se non con la politica o col sindacato o con la scuola? Siamo sovrani. Non è più il tempo delle elemosine, ma delle scelte".

 

indirizzo:

Vico II Spineto,2 (c/o Parrocchia S. Michele Arcangelo)

76013 Minervino Murge (BT)

per info:

mail: scuolasociopoliticaminervino@cercasiunfine.it

cell: 349 6534286

Pubblicando, i testi di Cercasi un fine

Formare alla politica. L'esperienza di Cercasi un fine

Nasce la nuova collana I libri di Cercasi un fine in coedizione con Magma Edizioni. Il primo volume sul metodo educativo e la storia di Cercasi un fine...


Potere e partecipazione. Un'esperienza locale di amministrazione condivisa, di S. Di Liso, D. Lomazzo

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La salute nella e oltre la leggeLa salute nella e oltre la legge. Sfide odierne, di F. Anelli e G. Ferrara

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Attrezzarsi per la città. Laboratori di formAZIONE socio-politica, di M. Natale

Questo libro, quarto della collana di Cercasi un fine, racconta un’idea, diventata poi una esperienza, basata sulla convinzione che si possa, anzi si debba, progettare...


 

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